
Il primo a prendere la parola è stato l'avvocato Luigi Mattei, difensore di Carl Otto Meier, allora presidente del coniglio d'amministrazione della Sogevalor, fallita – lo ricordiamo - nel 2004. Luigi Mattei al termine della sua arringa ha chiesto il pieno proscioglimento del suo assistito, per il quale ieri la pubblica accusa ha prospettato una pena di 2 anni e 3 mesi. Secondo Mattei, Carl Otto Meier è stato tenuto all'oscuro di tutto. Sia dei gravi problemi di insolvenza sia delle pratiche truffaldine in atto all’interno della società. Per anni gli sono state offerte rassicurazioni di ogni sorta alle quali Meier si è attenuto, non per buona fede, ha tuonato Mattei, ma perché non aveva altri indizi per credere altrimenti. Di fronte ai rendiconti offerti dalla direzione e dalla società di revisione esterna, Meier si è attenuto fidandosi. Quando invece ha sospettato che qualcosa non funzionasse, si è dimesso immediatamente dal cda. La posizione di Meier è stata ineccepibile, e per questo va scagionato da ogni accusa, ha concluso Mattei Dal canto suo, l’avvocato Massimo Bionda ha cercato di smontare uno per uno i capi di accusa formulati ieri dalla procuratrice pubblica Fiorenza Bergomi nei confronti di Gianfranco Matteuzzi. A cominciare dal reato più grave quello di truffa. La difesa ha fatto notare che Gianfranco Matteuzzi all'interno della società rivestiva unicamente un ruolo amministrativo, di back office, e che quindi non ha mai raccolto fondi. Non ha mai incontrato e gestito clienti. Qual'è dunque il suo ruolo in questa truffa? Un punto di domanda al quale l'atto di accusa non risponde. Per questo ed altri motivi anche l'avvocato Bionda ha chiesto il proscioglimento del suo assistito, Matteuzzi. Prima di concludere, l'avvocato Bionda ha chiesto alla Corte presieduta dal giudice Claudio Zali di tenere conto nella commisurazione della pena sia della collaborazione offerta nelle indagini, sia dell' incensurateza di Matteuzzi. Semmai venisse condannato, la difesa ha chiesto che la pena non superi i limiti che ne consentano la sospensione. Veniamo ora alla terza difesa, quella di Rudolf Oechselin. L'avvocato difensore Michele Rusca ha argomentato in due direzioni. In primo luogo sostenendo che il grande artefice della truffa è l'assente, il latitante Pierpaolo Matteuzzi, che ha tenuto all'oscuro il suo cliente di tutto. Rusca ha poi insistito, in seconda battuta, sulla violazione del principio di celerità. Violazione che è stata gravissima per il suo assistito. Per questo motivo Rusca ha chiesto alla corte - anche in virtù dello stato di salute precario di Oechselin – il proscioglimento e semmai venisse comminata una una pena che questa sia sospesa. Domani la parola passerà all'avvocato Giovanni Molo che difende il quarto imputato per il crac Sogevalor, l'avvocato Giorgio Bernardoni. fp
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