
È stato condannato a due anni e sei mesi (di cui 7 da scontare in prigione) il principale imputato del processo Sogevalor, Pier Paolo Matteuzzi, finito alla sbarra per il dissesto finanziario da 131 milioni di franchi della società di gestione patrimoniale luganese.
La Corte, presieduta dal giudice Mauro Ermani, lo ha ritenuto colpevole di truffa e falsità in documenti. È stato invece prosciolto dalle accuse di cattiva gestione, amministrazione infedele e soppressione di documento. L'imputato, assente oggi in aula per malattia, è stato pure condannato a un risarcimento di 6 milioni di franchi nei confronti degli accusatori privati.
L'accusa, rappresentata dalla procuratrice pubblica Fiorenza Bergomi, aveva chiesto tre anni di carcere per l'imputato, mentre la difesa, assicurata dall'avvocato Michela Pedroli, aveva chiesto l'assoluzione.
A processo erano finiti anche altre persone, già condannate in appello nel 2014 a pene comprese tra i 18 mesi con la condizionale e 3 anni in parte sospesi. Nel leggere la sentenza il giudice ha sottolineato che il procedimento nei confronti di Matteuzzi non andava disgiunto dagli altri responsabili del crac finanziario, una scelta che Ermani ha ritenuto "né giusta né efficace".
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