
Una persona che soffre di disturbi del comportamento sessuale non è idonea ad adottare un bambino.
Lo ha ribadito la Camera di protezione del Tribunale d'appello, chiamata a esprimersi sul ricorso di una coppia ticinese.
A pesare sulla decisione dei giudici è stato il fatto che il marito, come si legge nella sentenza pubblicata sul Corriere del Ticino di oggi, soffrisse di parafilia, ovvero un'anomalia del comportamento per cui la soddisfazione dell'istinto sessuale può essere raggiunta solo attraverso atti osceni o perversi.
L'uomo aveva inizialmente sottaciuto questo aspetto, ma nel corso dell'indagine sull'idoneità dei genitori era emerso che egli era stato condannato per pornografia, avendo ordinato via internet un DVD "particolare".
Il reato in sé non sarebbe sufficiente per negare l'idoneità all'adozione, ma il fatto che l'uomo sia tuttora in cura per la sua patologia sì, perché significa che i problemi non sono ancora stati risolti. "Può avere influsso sul bene del minore" scrivono i giudici nella sentenza. "Non si può fare astrazione dei possibili rischi a cui potrebbe essere confrontato l'adottando per il suo sviluppo ed equilibrio."
La coppia si è difesa sostenendo che la parafilia non sarebbe da considerare una malattia, bensì delle semplici "fantasie sessuali". Ma questo argomento non è stato sufficiente per convincere la Camera di protezione del Tribunale d'appello, che ha confermato il parere già espresso dall'Ufficio dell'aiuto e della protezione e in seguito, su ricorso, dal Consiglio di Stato.
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