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Ticino
Soddisfazione a metà per il PPD
Soddisfazione a metà per il PPD
Soddisfazione a metà per il PPD
Redazione
10 anni fa
Il partito esulta per l'approvazione del casellario giudiziale a Berna, ma non sulla proposta di applicazione del 9 febbraio

Il PPD si esprime su due importanti decisioni prese dalla Commissione istituzioni politiche degli Stati (CIP-S) che riguardano direttamente il Ticino.

La prima riguarda l'obbligo di presentazione del casellario giudiziale per i cittadini dell'UE che intendono soggiornare o lavorare in Svizzera. La proposta, lanciata dal Gran Consiglio ticinese e introdotta nel nostro Cantone nell'aprile 2015, è stata infatti accolta in mattinata dalla Commissione istituzioni politiche degi Stati (CIP-S).

"Non era per niente scontato il sostegno della Commissione ad una proposta che di per sé implica un rinegoziato dell'accordo sulla Libera circolazione" commenta soddisfatto il Consigliere agli Stati Filippo Lombardi. "Sono dunque molto contento di aver trovato la comprensione di una maggioranza di colleghi per le preoccupazioni particolari del Ticino. Ora bisogna vedere se anche la Commissione del Nazionale ci segue, e solo dopo si potrà procedere all'elaborazione di una proposta di legge concreta. Il cammino è dunque lungo ma, dopo la vittoria sul rinnovo facilitato dei Contratti normali di lavoro, questo nuovo segnale di simpatia verso il Ticino è importante.»

Meno soddisfazione viene invece espressa per la proposta di applicazione dell'articolo costituzionale sull'immigrazione di massa. "La soluzione d'applicazione deve essere sopportabile per l’economia e tenere conto delle varie realtà, diverse da Cantone a Cantone" scrive il partito. "A differenza della maggioranza della CIP-S, il PPD è convinto che questi obiettivi possano essere raggiunti seguendo il concetto di messa in atto".

Il PPD ricorda i tre punti con il quale questo concetto può essere perseguito:

1) Istituire delle misure correttive, se quelle che mirano a un miglior utilizzo del potenziale di manodopera indigena non produrranno gli effetti sperati. A differenza di ciò che ha deciso il Consiglio nazionale, siamo contrari a concedere il diritto di veto all’Unione Europea. Se un accordo non potrà essere trovato, il Consiglio Federale dovrà riferirlo al Parlamento, che valuterà ulteriori soluzioni.2) Far sì che ogni Cantone confrontato con problemi d’immigrazione possa chiedere al Consiglio federale d’introdurre l’obbligo di annunciare i posti vacanti, qualora una certa soglia definita venga superata.3) In caso di superamento dei valori soglia, si dovrà introdurre una preferenza indigena, tale per cui l’autorizzazione d’impiego della manodopera straniera non sia rilasciata se non dimostrando che questo annuncio sia stato fatto. Le eccezioni sono rappresentate dalle imprese che prevedono di occupare i loro posti vacanti con lavoratori già residenti in Svizzera, nonché dai rinnovi delle autorizzazioni di soggiorno di corta durata per i lavoratori regolari. Vogliamo una messa in atto non burocratica, in particolare per le piccole e medie imprese.

"Non vogliamo né delle soluzioni che generano una burocrazia inutile e quindi nocive per l’economia, né delle pseudo-soluzioni senza effetto alcuno, che ignorerebbero la decisione presa dal popolo" conclude il partito. "Il PPD è convinto che una messa in atto in questi termini sia possibile grazie alle misure esposte e quindi le sottoporrà al Consiglio degli Stati".

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