
Porre fine al precariato, aumentare il salario minimo, ridurre le emissioni di CO2, puntare sulle rinnovabili. Sono solo alcuni dei temi esposti alla Casa del popolo dal PS e dai Verdi che lanciano così la loro piattaforma governativa in vista delle cantonali dell’anno prossimo. Non un programma di partito, bensì “una cornice”, è stata definita, suddivisa in tre macroaree - Economia e lavoro, Ambiente e territorio e Società e servizio pubblico - minimo comun denominatore tra le due forze che si presentano quale alternativa alla politica dominante di centro-destra. “L’obiettivo minimo è riconfermare il seggio progressista in Governo e gli attuali seggi in Gran Consiglio”, ha spiegato la co-presidente socialista Laura Riget. “Il raddoppio? Certo, ora come ora risulta impresa difficile”, ha ammesso il co-coordinatore ecologista Marco Noi, aggiungendo: “Le sfide climatiche, ambientali e sociali sono sotto gli occhi di tutti. È ora che occorre un cambio di paradigma. Giusto, quindi, crederci”.
Noi: "Mirante in lista? Valuteremo"
Come è giusto, è stato più volte ribadito, portare avanti e discutere dei temi, non delle persone. Anche se, si è fatto notare, sono anche e forse soprattutto le persone ad attirare i voti. Il riferimento è ovviamente quello alla tanto discussa candidatura di Amalia Mirante, su cui si esprimerà il Congresso socialista il 13 novembre. “Come ho già ribadito più volte", ha tagliato corto Riget, "restiamo convinti che la nostra proposta, un nome forte e un giovane, sia quella che meglio rispecchia la visione portata avanti dai due fronti”. In tal senso, a domanda puntuale se Mirante dovesse effettivamente figurare in lista per volontà del Congresso, Noi ha risposto: “Il nostro non sarà un sì incondizionato. Per portare avanti gli obiettivi definiti serve una squadra, e Mirante non mi sembra abbia dato prova di ciò”. Per discuterne, i Verdi si riuniranno in Comitato dopo il Congresso. L’ultima parola spetterà poi all’Assemblea del 27 novembre.
Su Erez nessuna conferma
Resta ancora da conoscere il quinto nome della lista unitaria, rappresentante della società civile. Da settimane si sussurra quello dell’ex rettore dell’Usi Boas Erez ma da Bellinzona, oggi, non è giunta nessuna conferma. “Annunceremo la candidatura dopo il Congresso”, ha concluso Riget.

