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Ticino
Socialisti e comunisti si scannano su Trump
Socialisti e comunisti si scannano su Trump
Socialisti e comunisti si scannano su Trump
Redazione
10 anni fa
Rossi sfotte Ay, accusato di sostenere il repubblicano. E il PC replica: "Voi avete fatto nascere il Mattino"

È per certi versi divertente, ma anche emblematico delle spaccature interne alla sinistra ticinese, l'acceso scontro consumatosi nelle ultime ore tra socialisti e comunisti nostrani.

Come forse già sapete, il Partito comunista ha organizzato venerdì scorso a Bellinzona un incontro sul tema "Perché vince Donald Trump?", alla presenza del giornalista e politologo Andrew Spannaus, secondo il quale il candidato repubblicano alla presidenza USA è più a sinistra non solo del suo partito ma anche di Hillary Clinton.

Il segretario politico e deputato in Gran Consiglio del PC, Massimiliano Ay, ha dal canto suo affermato che "il peggior candidato in assoluto è Hillary Clinton". Se fosse statunitense, Ay voterebbe per la candidata della sinistra di opposizione Gloria La Riva. Ma riconosce tuttavia che alcune delle idee portate avanti da Trump sono di "estremo buon senso."

Apriti cielo. Ieri su Facebook uno dei volti storici del Partito socialista ticinese, Martino Rossi, ha pubblicato un post con il quale prende letteralmente in giro Massimiliano Ay. "Inaugurata ieri la Convention del Partito repubblicano, fra le delegazioni estere spicca quella del Partito comunista della Svizzera italiana formata da tutti i suoi 24 affiliati e capeggiata dal caro leader Massimiliano Arif Ay" ha scritto il già capogruppo PS in Consiglio comunale a Lugano. "Il compagno Trump ha ricevuto ieri in audizione privata il compagno Max Ay. Trapelate per ora solo le prime battute dell'importante colloquio: "Hi Ay", "Heil Trump". Il saluto del caro leader a colui che dovrebbe essere il capo della nuova internazionale proletaria è stato particolarmente apprezzato da quest'ultimo. Informazioni sui contenuti politici del colloquio trapeleranno nei prossimi giorni. Seguiteci."

Ovviamente non si è fatta attendere la reazione del Partito comunista, che sul proprio portale sinistra.ch ha replicato in modo assai duro a Martino Rossi. Innanzitutto spiegandogli che l'incontro di Bellinzona non è stato organizzato per sostenere Trump, bensì per capire i motivi del suo successo. E poi ribattendo con una serie di accuse al Partito socialista.

"Si direbbe che ormai vent’anni di mazzate raccolte dall’odiata Lega dei Ticinesi, abbiano indotto molti socialisti nostrani a credere che tanto valeva replicare i metodi del Mattino della Domenica, pur di bloccare la drammatica erosione di consensi" scrive il Partito comunista. "Come del resto prova il discutibile esperimento mediatico “GAS”, patetico e dannoso tentativo a sinistra di «farsi capire dalla gente» con toni e modalità à la Via Monte Boglia."

"Del resto il know-how editoriale che permise la nascita del Mattino di Giuliano Bignasca pare venisse proprio da casa socialista, nella persona dell’allora presidente in carica del PSU Dario Robbiani, più volte indicato come eminenza grigia del foglio leghista" prosegue il PC. "Tanto vale ricordarlo, dato che – come diceva il filosofo tedesco Hegel – spesso «ciò che è noto, non è conosciuto». Ma erano altri uomini e altri tempi, e oggi anche figure eminenti e autorevoli come Martino Rossi sembrano volersi lasciar andare alla politica urlata e spettacolarizzata, in virtù della quale bombardare a casaccio sarebbe meglio che confrontarsi e costruire ponti. Un vero peccato."

I comunisti accusano i socialisti di "preferire l'aggressione al dialogo" e di aver "supportato la dottrina della guerra umanitaria, di cui ancora oggi paghiamo il prezzo attraverso il dramma subito dai migranti, il terrorismo e l'instabilità internazionale."

"Chiedere al compagno Tony Blair, grande fautore di questa nuova sinistra, per credere..." conclude il PC.

Insomma, forse Martino Rossi voleva solo fare un po' di satira. Ma ha scatenato davvero un bel polverone.

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