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Social network? Per il Parlamento va bene così
Social network? Per il Parlamento va bene così
Social network? Per il Parlamento va bene così
Redazione
11 anni fa
Respinta l'iniziativa di Quadranti che chiedeva sanzioni per i comportamenti dei deputati su internet

Ha scaldato gli animi del Parlamento l'iniziativa del deputato Matteo Quadranti per chiedere sanzioni più severe da parte dell'Ufficio presidenziale circa il comportamento dei deputati fuori dal Gran Consiglio. Beninteso: sul fatto che i parlamentari debbano mantenere un atteggiamento decoroso in particolare sui social network, nessuno ha avuto da ridire. La maggioranza del Parlamento, però, ritiene che le norme in vigore, valide per tutti i cittadini, siano più che sufficienti.

"È una questione di intelligenza" ha per esempio sottolineato il leghista Gianmaria Frapolli. "Non siamo un'autorità giudiziaria" ha invece commentato il socialista Jacques Ducry. "L'iniziativa mi fa pensare ad un regime fascista/comunista" è invece il pensiero di Paolo Pamini, espressosi a nome de La Destra.

Curioso che a sostenere l'iniziativa ci fosse invece la deputata PS Lisa Bosia Mirra, finita recentemente nel mirino della cronaca per aver pubblicato sul suo profilo Facebook le firme di alcuni gran consiglieri, nonché per aver rivolto dei commenti poco carini alla collega Sabrina Aldi. Da qui la sua rinuncia a parlare in veste di relatrice del rapporto di minoranza.

Dal canto suo il presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi ha difeso la libertà di parola e di espressione, invitando il Parlamento a respingere l'iniziativa.

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