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La polemica
SNL, i sindacati respingono l’accusa di complotto: «Ritirare i cinque licenziamenti e lasciare il Verbano alle FART»
©Carlo Reguzzi
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Redazione
4 ore fa
SEV, Unia e OCST replicano alla Società Navigazione del Lago di Lugano, contestando la narrazione di un’azienda vittima di un presunto complotto. Nel mirino il rispetto delle norme sul lavoro, i licenziamenti e la gestione del patrimonio previdenziale.

I sindacati SEV, Unia e OCST respingono con fermezza la versione dei fatti presentata dalla Società Navigazione del Lago di Lugano (SNL), che si descrive come vittima di un presunto complotto orchestrato da istituzioni, sindacati e maestranze. Per le tre organizzazioni sindacali, la vicenda va invece ricondotta alle responsabilità dell’azienda e alle conseguenze delle sue decisioni sul personale.

La richiesta alla direzione è di «ritirare i cinque licenziamenti, abbandonare il Lago Maggiore e lasciare che il personale passi alle FART». È questa, secondo i sindacati, la strada da seguire per uscire dalla situazione di tensione che coinvolge la società e i suoi dipendenti attivi sul Verbano.

Le contestazioni dei sindacati

Secondo SEV, Unia e OCST, le critiche rivolte alla SNL non sarebbero il frutto di una campagna contro l’azienda, ma riguarderebbero questioni concrete e gravi. Tra queste figurano il presunto mancato rispetto delle disposizioni della Legge sulla durata del lavoro (LDL) e della relativa ordinanza (OLDL), i licenziamenti che i sindacati considerano ritorsivi e le irregolarità nella gestione del patrimonio previdenziale dei dipendenti. Su quest’ultimo fronte, ricordano i sindacati, sarebbero intervenute anche le autorità di vigilanza con specifiche misure. «Non si tratta di opinioni, antipatie personali o campagne orchestrate contro un’azienda», sottolineano, spiegando che, a detta loro, le contestazioni richiedono risposte, trasparenza e l’assunzione di precise responsabilità.

Le tre organizzazioni ritengono inoltre inaccettabile che la discussione venga spostata sulla presunta ostilità nei confronti della SNL, anziché concentrarsi sulle questioni sollevate e sugli interventi delle autorità competenti. «O ritengono parte della fiabesca campagna vessatoria anche quest’ultima?», riferendosi alle misure adottate dall’autorità di vigilanza in ambito previdenziale.

«Chi chiede il rispetto della legge non sta complottando»

SEV, Unia e OCST contestano quella che considerano una rappresentazione del personale come parte di un disegno volto a danneggiare la società. «Chi denuncia possibili violazioni dei propri diritti non è un nemico dell’azienda. E chi chiede il rispetto della legge non sta complottando: sta esercitando un diritto e contribuendo a tutelare l’interesse pubblico», affermano le tre organizzazioni.

Per i sindacati, la direzione dovrebbe smettere di cercare presunti responsabili di una congiura e concentrarsi sulle contestazioni, chiarire le proprie responsabilità e lavorare per ricostruire il rapporto di fiducia con il personale e le istituzioni.

La richiesta di un cambio di gestione

In questo contesto, i sindacati ribadiscono il sostegno al passaggio della navigazione sul Lago Maggiore alle Ferrovie autolinee regionali ticinesi (FART), ritenute in grado di garantire il rispetto delle regole e una gestione adeguata del servizio. Il comunicato insiste anche sulla necessità di cambiare approccio. «Il servizio pubblico della navigazione non può essere gestito sulla base della contrapposizione permanente con chi ne chiede il corretto funzionamento».

Secondo SEV, Unia e OCST, la credibilità di un’azienda non si difende infatti proclamandosi vittima, ma «rispettando le leggi, tutelando i lavoratori e le lavoratrici e amministrando correttamente il patrimonio previdenziale affidatole», oltre a garantire un servizio all’altezza delle esigenze del Locarnese. «La SNL non è la vittima di questa vicenda», sostengono i sindacati, attribuendo alle azioni dell’azienda la perdita di fiducia da parte di istituzioni, organizzazioni sindacali e maestranze. «E non può sottrarsi alle proprie responsabilità rovesciando le accuse su chi chiede il rispetto della legge».

SEV, Unia e OCST concludono assicurando che continueranno a difendere i diritti del personale, a chiedere piena trasparenza e a esigere che ogni responsabilità venga chiarita e affrontata senza ambiguità.