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Ticino
SNL attacca il Cantone: «Esclusi unilateralmente dal servizio sul Lago Maggiore»
Red. Online
4 ore fa
La società contesta la decisione del Consiglio di Stato di affidare a FART, dal 13 dicembre, il servizio pubblico sul versante svizzero del Verbano e chiede chiarimenti su costi, posti di lavoro e continuità dell’offerta

Dopo la decisione del Consiglio di Stato di affidare dal 13 dicembre a FART il servizio pubblico di navigazione sul versante svizzero del Lago Maggiore, arriva la dura reazione della Società Navigazione del Lago di Lugano (SNL), finora incaricata di garantire l’offerta sul Verbano.

In un lungo comunicato, l’azienda afferma di prendere atto con «forte preoccupazione» della scelta del Governo di porre fine all’attuale progetto cantonale e di escluderla dalla gestione della linea pubblica Locarno-Tenero-Magadino. Una decisione definita improvvisa e unilaterale, anche perché giunge a pochi giorni dall’annuncio, da parte della stessa SNL, del coinvolgimento di un investitore privato per sviluppare proprio il comparto del Locarnese.

«Collaborare non significa accettare passivamente che una decisione di tale portata sia annunciata senza un confronto effettivo con tutti gli attori coinvolti», sottolinea la società, che lamenta l’assenza di una valutazione pubblica delle conseguenze e il mancato rispetto del quadro istituzionale e transfrontaliero.

La SNL ricorda di non essere «un operatore occasionale», ma una realtà radicata sul territorio, che ha investito risorse, competenze e lavoro nel futuro della navigazione sui laghi ticinesi. Sul Lago Maggiore, l’azienda opera in collaborazione con la Gestione Governativa Navigazione Laghi italiana, in virtù di un accordo siglato nel dicembre 2023 e valido fino al 2046. Un’intesa che, evidenzia la società, comprende sviluppo dell’offerta, formazione del personale, rinnovo ed elettrificazione della flotta, infrastrutture e cooperazione tecnica tra le due sponde del lago.

Nel comunicato vengono quindi rivolte diverse domande al Consiglio di Stato. La società chiede di conoscere gli atti formali, gli accordi, le valutazioni tecniche e le garanzie finanziarie alla base della scelta. Domanda inoltre chi sosterrà i costi di avvio, manutenzione, esercizio e investimento, come saranno tutelati i posti di lavoro e in che modo verranno garantiti continuità del servizio ed elettrificazione della flotta.

La SNL respinge poi le critiche mosse dall’Esecutivo cantonale, dicendosi pronta a discuterle «documenti alla mano, nelle sedi competenti». Secondo l’azienda, questioni complesse che richiedono analisi e responsabilità condivise sarebbero state trasformate in una «condanna sommaria», senza che siano stati presentati un progetto concreto, un piano finanziario e un accordo istituzionale completo.

Infine, la società mette in guardia dal rischio di trasformare una scelta industriale e territoriale in una prova di forza politica. «Il Verbano non può diventare il palcoscenico di una decisione frettolosa», scrive, rilanciando la proposta di aprire un tavolo di lavoro con Cantone, Comuni, Confederazione e controparti italiane per esaminare dati, costi, tempi, responsabilità e alternative. Nel frattempo, conclude la nota, la SNL continuerà a garantire con pieno impegno i servizi affidati sui principali laghi ticinesi.