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Ticino
Sms a Pagani, esposto in Magistratura
Lara Sargenti
6 anni fa
L’MPS segnala il presidente del Tribunale penale cantonale Mauro Ermani al Consiglio della Magistratura e chiede se vi siano elementi per aprire un procedimento nei suoi confronti

L’sms inviato dal presidente del Tribunale penale cantonale Mauro Ermani al procuratore generale Andrea Pagani è diventato oggetto di un esposto in Magistratura da parte dell’MPS, che chiede al Consiglio della Magistratura di verificare se vi siano elementi per l’apertura di un procedimento contro Ermani. L’esposto è stato inviato questa mattina in copia anche al Gran Consiglio.

L’sms incriminato
Il messaggino, inviato a metà agosto, riguarda una stretta collaboratrice di Ermani, vice-cancelliera del TPC, candidatasi a un posto in Procura: “La X pare sia andata bene. Se lascia il Tribunale penale trattamela bene. Se no ricomincio a parlare male di voi”, è il messaggio inviato da Ermani. L’invio del sms è stato confermato sia da Pagani che da Ermani, sebbene quest’ultimo abbiamo fatto alcune precisazioni sulla frase (“La X pare sia andata bene. Se me la rubi trattamela bene. Se no ricomincio a parlare male di voi”), evidenzia l’MPS. Secondo quanto indicato dal Procuratore Generale Andrea Pagani a La Regione, l’invito a voler trattare bene la collaboratrice è da ricondurre alla prassi di Ermani di denigrare e attaccare alcuni procuratori durante le sedute penali. “Ho collegato quel messaggio al fatto che da tempo insistevo con Ermani in occasione di qualche telefonata o di qualche incontro di lavoro, ad aver rispetto dell’attività del Ministero pubblico e dei magistrati che lo compongono” ha dichiarato il PG.

Le osservazioni dell’MPS
Vista la funzione di Ermani, per l’MPS quel messaggio non solo è “inopportuno” e “pericoloso”, ma anche “offensivo” della dignità del magistrato. Secondo il movimento, inoltre, “da più parti si sussurra che il Presidente del TPC con regolarità, in passato, avrebbe inviato messaggi ad altri membri della Magistratura offensivi della carica che ricopre”. Per questo motivo l’MPS, in virtù di quanto contenuto nella Legge sull’organizzazione giudiziaria, segnala formalmente tale situazione e invita il Consiglio della Magistratura “a voler verificare se vi sono elementi per l’apertura di un procedimento contro il presidente del TPC”. In base all’articolo 81 cpv 3 della LOG, l’MPS ricorda infatti che “al magistrato inquisito deve essere assicurata la facoltà di essere sentito, di consultare gli atti e di addurre prove”.

“Ambigua anche la posizione di Pagani”
Infine l’MPS segnala che anche la posizione del Procuratore Generale Andrea Pagani è alquanto ambigua: “Ci si può legittimamente chiedere se l’aver accettato la proposta del presidente del TPC di scambiarsi commenti ed osservazioni sulle performances dei Procuratori Pubblici (invece che attaccarli e criticarli in aula...) non possa essere un motivo per l’apertura di un provvedimento disciplinare. Senza dimenticare l’affermazione, pubblica e riportata dalla stampa, del presidente del TPC Ermani in relazione al fatto che anche il PG Pagani avesse cercato di “intercedere” per un suo segretario giudiziario che si era presentato agli esami d’avvocatura. Esami dove il presidente del TPC Ermani era esaminatore” conclude il movimento.

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