
Inquirenti giudiziari e periti sono già al lavoro: sotto la lente le cause dello scoscendimento. Per loro ora la questione principale è una, capire cosa ha ceduto per primo: il muro di contenimento che sosteneva via Tesserete oppure la condotta sottostante delle AIL? Qual’è insomma la causa a monte di quella che - a detta degli esperti - è stata una tragedia sfiorata.
Per ora entrambe le ipotesi restano aperte. Di certo l’ingente fuoriuscita di acqua ha accelerato lo scoscendimento che ieri sera attorno alle 23 ha trascinato su via Torricelli oltre mille metricubi di detriti. I lavori di messa in sicurezza sono stati ultimati ieri notte. Via Tesserete tuttavia resterà chiusa almeno fino a lunedì.
Non si arresta intanto il lavoro degli inquirenti. La magistratura - che ha aperto d’ufficio un’inchiesta contro ignoti - ipotizza il reato di franamento colposo. Il lavoro coinvolge anche Cantone e AIL che di comune accordo hanno incaricato lo studio Passera e Associati di svolgere una perizia.
Per ora insomma le parti coinvolte si muovono a braccetto. “Attendiamo l’esito della perizia, prima di decidere ogni azione successiva”, ha commentato ai microfoni di TeleTicino il direttore delle AIL Marco Bigatto.
Medesima la posizione per città di Lugano: “Valuteremo come procedere solo in un secondo tempo”, ha commentato il capodicastero sicurezza e spazi urbani Michele Bertini.
Maggiori dettagli nel servizio di TeleTicino nel video allegato.
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