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Ticino
Smartphone a scuola, parola ai docenti
Smartphone a scuola, parola ai docenti
Smartphone a scuola, parola ai docenti
Redazione
8 anni fa
Sulla mozione è attesa anche una presa di posizione ufficiale del DECS

Smartphone e libri. Una convivenza che fa discutere. E tra le mura delle Orsoline c’è anche chi a scuola, i telefonini, li vorrebbe proprio vietare. Soprattutto, per prevenire fenomeni di bullismo, filmati e diffusi.

Come riferito oggi dal Corriere del Ticino, attraverso una mozione i deputati Giorgio Fonio, Henrik Bang e Maristella Polli chiedono che il divieto sia discusso dal Gran Consiglio (vedi articolo suggerito). E questo proprio mentre i direttori delle varie scuole medie stanno adottando le nuove normative del DECS: impedire l’uso degli smartphone durante l’orario scolastico, sì; ma non proibirli.

Ma i docenti, loro, che cosa ne pensano?

"Vietare il telefono può sembrare una decisione drastica e grossolana, però è anche vero che chiedere ai docenti di fare operazioni di sorveglianza e vedere se l'allievo abbia il telefono in posizione off line o se ce l'abbia in modalità piena questo potrebbe interferire e snaturare il rapporto tra allievo e docente e appesantire le già numerose incombenze che hanno i docenti. Si possono trovare delle soluzioni, ad esempio lasciare il telefonino all'entrata dell'aula al mattino e recuperarla a fine giornata. Un'altra possibilità potrebbe essere quella di distinguere tra gli smartphone e i telefonini tout court", ha spiegato Gianluca D’Ettorre (OCST docenti) ai microfoni di TeleTicino.

"Difficile andare agli estremi, più che altro trovo inopportuno dire che deve essere o tutto bianco o tutto nero. Laddove si dice che è bene liberalizzarne l'uso perché bisogna educarli all'utilizzo della tecnologia si chiede al docente di controllare tutto questo. Ci sono insegnanti che riescono a farlo. Però questa liberalizzazione implica che allora tutti gli adulti siano responsabili e consapevoli di come i ragazzi usano la tecnologia. Ed è lì la differenza che bisogna colmare. Come farlo? Non è facile", è stato il parere del docente biaschese Daniele Dell’Agnola.

Ben venga quindi un dibattito consapevole. Sulla mozione è attesa anche una presa di posizione ufficiale del DECS. Ma il punto di vista non è cambiato: "Non è che le tecnologie fanno nascere il bullismo. Il bullismo c'è. È vero che noi dobbiamo stare attenti a far sì che questo non sia amplificato dalle tecnologie ed è quello che noi cerchiamo di fare con le nostre norme. Il DECS ha una linea molto pragmatica perché il telefonino non deve disturbare, quindi non deve essere acceso. Gli studenti lo possono utilizzare per attività didattiche solo se autorizzate dai docenti", ha affermato il direttore CERDD Daniele Parenti.

Tutti i dettagli nel servizio di TeleTicino delle 18.45

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