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Ticino
Smantellamento di FFS Cargo, a novembre l'incontro tra il Ceo e il Comitato contrario
©Chiara Zocchetti
©Chiara Zocchetti
Redazione
6 mesi fa
Il Ceo di FFS Vincent Ducrot risponde al Comitato "No allo smantellamento di FFS Cargo " e propone un incontro nella seconda metà di novembre. "Entro tale data avremo informazioni più concrete". Poi la conferma per iscritto: "Nessun licenziamento in Ticino".

Ristrutturazione di FFS Cargo, si prospetta un incontro dopo la seconda metà di novembre tra il CEO dell'ex regia federale Vincent Ducrot e il Comitato contro lo smantellamento. Stando a uno scambio di corrispondenza, durante il colloquio la direzione fornirà un quadro della situazione attuale e informerà sui prossimi passi. “Chiediamo di anticipare”, replica il Comitato preoccupato per il futuro professionale degli impiegati e dalle conseguenze della chiusura dei terminal di Cadenazzo e Lugano-Vedeggio.

"L'incontro quando avremo informazioni concrete"

 Rispondendo alle richieste del Comitato "No allo smantellamento di FFS Cargo", Ducrot spiega che "Roberta Cattaneo, direttrice regione sud di FFS, si metterà in contatto per fissare un appuntamento dopo la seconda metà di novembre, poiché entro tale data disporremo di informazioni più concrete e aggiornate, al fine di avere un incontro il più chiaro e completo possibile". A questo si aggiunge la conferma, per iscritto, che "in Ticino non ci saranno licenziamenti".

"Bisogna anticipare i tempi"

Il Comitato, rispondendo alla missiva firmata dal Ceo Ducrot, si dice "soddisfatto della conferma che non ci saranno licenziamenti in Ticino", ma ritiene che "la situazione che si sta sviluppando necessiti di un incontro in tempi più rapidi rispetto a quelli proposti". Questo perché, "oltre all'aspetto umano della vicenda, vanno chiariti alcuni aspetti riguardanti il settore del personale attivo nel traffico viaggiatori e altri ambientali". La decisione si smantellare FFS Cargo, infatti, "avrà come conseguenza logica e nel breve termine, il riversamento di mezzi pesanti sulle strade ticinesi, con le immaginabili conseguenze negative sulla salute e sulla qualità della vita delle regioni più esposte, in particolare il Mendrisiotto e la Leventina".