
È il produttore di farina bona Ilario Garbani il vincitore dell’edizione 2017 della Chiocciola di Slow Food Ticino. Il riconoscimento è attribuito ogni anno a una personalità della Svizzera italiana che si è particolarmente distinta nella sua attività professionale per il rispetto e la messa in valore dei prodotti tipici del nostro territorio.
Il premio è stato consegnato venerdì 24 marzo a Manno in occasione dell’assemblea annuale di Slow Food Ticino, che quest’anno, in occasione dei 30 anni della sua fondazione, ha previsto diversi eventi all’insegna del suo approccio del cibo “buono, pulito, giusto”.
Con il suo riconoscimento, Slow Food Ticino premia simbolicamente l’impegno di Ilario Garbani nel "salvaguardare e divulgare prodotti e saperi legati al nostro territorio in maniera autentica, viva e gustosa". Garbani ha saputo, in particolare, "individuare e valorizzare i dettagli storici e sociali legati alla Farina bóna, un Presidio di Slow Food, riprendendo la produzione e promuovendo la farina anche al di fuori dei confini cantonali". Così facendo, è all’origine di un indotto economico e culturale sicuramente importante per una valle così discosta.
La prima sezione di Slow Food fuori dall’Italia
Slow Food Ticino festeggia quest’anno, come detto, i 30 anni della sua fondazione. Quella ticinese fu la prima sezione fondata al di fuori dell’Italia di questo movimento che si batte per la centralità del cibo. Oggi, Slow Food è presente in tutto il mondo.
Durante la sua assemblea annuale, Slow Food Ticino ha tracciato il bilancio della sua attività nel 2016, che ha visto il rinnovo di parte del suo comitato, e ha presentato le grandi linee del programma 2017. Tra i principali progetti, quello particolarmente innovativo di un applicativo per smartphone che proporrà i ristoranti, i negozi e i produttori vicini alla filosofia di Slow Food presenti sul territorio della Svizzera italiana. L’obiettivo è quello di "fornire uno strumento di riferimento agile, moderno e intuitivo per tutti coloro che desiderano privilegiare la produzione e la lavorazione sul posto del cibo che consumiamo".
Attiva in 150 nazioni, Slow Food è un’associazione internazionale no profit impegnata a ridare il giusto valore al cibo, nel rispetto di chi lo produce, in armonia con ambiente ed ecosistemi, grazie al sapere di cui sono custodi territori e tradizioni locali. Slow Food accorda valore all’agricoltura di piccola scala e s’impegna per la protezione di prodotti a rischio di estinzione. Il movimento è attivo anche in Ticino, dove promuove un’alimentazione buona, pulita e giusta per tutti, organizzando eventi che favoriscono l’incontro, il dialogo, la conoscenza del cibo e il piacere di stare insieme.
La farina bóna
L’origine di questo prodotto tradizionale della Valle Onsernone risale al 19esimo secolo, ma i dettagli precisi restano ancora oggi piuttosto incerti. Si tratta di farina di mais ottenuta macinando molto finemente la granella precedentemente tostata, senza glutine. La « farina sec’a » a Vergeletto e « la farina bóna » a Loco sono due nomi che designano lo stesso prodotto, che costituiva un alimento quotidiano dell’alimentazione degli onsernonesi. La farinabóna era consumata quasi sempre con latte (caldo o freddo), burro e sale. La tostatura del mais è documentata anche nelle Terre di Pedemonte, nella bassa Vallemaggia e in valle Verzasca.
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