
È in corso in questi minuti un sit-in di protesta organizzato dall’OCST alla Kerr di Bioggio. L’azienda leader nei materiali dentali di consumo di alta qualità chiuderà infatti la sede luganese entro la fine dell’anno e nel mirino del sindacato cristiano-sociale è finito il piano sociale “deciso in modo unidirezionale senza aver consultato nessuno”. Stessa sorte per la TI-connectivity, azienda di prodotti per l’elettronica, che verrà delocalizzata. Entrambe le aziende hanno sede a Bioggio e hanno la casa madre statunitense. Secondo il sindacato la chiusura poteva essere evitata “dati i risultati economici positivi delle aziende coinvolte” racconta Giovanni Scolari, segretario regionale del Luganese OCST ai microfoni di Radio3i.
“La manifestazione di protesta è contro certi atteggiamenti e certi modelli di arroganza che non vogliamo siano permessi nei confronti dei dipendenti” sottolinea Scolari. “Vogliamo denunciare l’atteggiamento di queste società, che dismettono completamente la loro attività in Ticino, con la perdita di un centinaio di posti di lavoro in entrambe le aziende. Quello che non ci sta bene è che questo piano sociale sia stato designato dalla direzione aziendale senza sentire i lavoratori”.
A spiegare le richieste della manifestazione odierna il sindacalista Marco Cirronis, che si occupa del settore industria del luganese per OCST. “Vuole essere qualcosa che va in controtendenza alla totale chiusura dimostrata da Kerr in questi mesi. A parole diceva di voler essere aperta al dialogo, ma nei fatti non si è rivelata così. Abbiamo provato a modificare i termini di questo piano sociale ritenuto insufficiente dal personale. Purtroppo dall’ultima missiva del 26 gennaio non si è avuto niente indietro”, spiega Cirronis.
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