
L’accettazione il 28 settembre delle due iniziative sulle casse malati (una socialista e una leghista) rappresenta, secondo i deputati Alain Bühler (UDC), Alessandro Mazzoleni (Lega) e Alessandro Speziali (PLR), “un segnale inequivocabile” del malessere verso il peso dei premi LAMal sui bilanci familiari. Il nodo resta però quello del finanziamento: il Consiglio di Stato ha chiarito che le misure non entreranno in vigore prima del 2028.
Spesa sociale "eccessiva"
Già prima del voto del 28 settembre, la spesa sociale cantonale superava il miliardo di franchi annui, "collocando il Ticino tra i cantoni con la spesa sociale più elevata in rapporto alla popolazione". Per i deputati, dunque, "la differenza salariale con la Svizzera interna non basta a spiegare queste cifre". Con l’approvazione delle due iniziative sui premi di cassa malati, tale peso finanziario "è destinato ad aumentare ulteriormente, aggravando una dinamica che solleva seri interrogativi di sostenibilità, di equità intergenerazionale e di capacità d’investimento". Bühler, Mazzoleni e Speziali ritengono che a distanza di vent’anni dall’entrata in vigore della Legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali (LAPS) "è quindi legittimo e doveroso interrogarsi sulla sua efficacia, sulla sua sostenibilità e sulla coerenza con gli obiettivi originari".
"Welfare paradox"
La mozione richiama inoltre il welfare paradox: "sistemi troppo generosi rischiano di produrre effetti contrari agli scopi iniziali, come dipendenza dai sussidi, trasmissione intergenerazionale dell’assistenza, perdita di responsabilità individuale, frustrazione dei contribuenti e attrattività per nuovi residenti". In Ticino questi fenomeni sarebbero già visibili: "aumentano i beneficiari di sussidi e assegni integrativi, mentre si accentua il cosiddetto 'paradosso fiscale', con lavoratori a tempo pieno che in alcuni casi guadagnano meno, al netto, di chi riceve più prestazioni. La mancanza di controlli sugli abusi e la crescente pressione sulle finanze alimentano infine un diffuso senso di iniquità sociale".
Cosa si chiede al Governo
I tre deputati chiedono quindi al Consiglio di Stato di avviare subito un’analisi indipendente e interdisciplinare del sistema sociale ticinese, per valutarne efficacia, efficienza, equità, sostenibilità e possibili abusi, confrontandolo anche con gli altri Cantoni. Sulla base di questa analisi, il Governo dovrebbe presentare una riforma complessiva della LAPS e delle normative collegate, mirata a rendere il sistema più coerente e selettivo, a incentivare il reinserimento professionale, a responsabilizzare i beneficiari e ad assicurarne la sostenibilità finanziaria, garantendo nel contempo la tutela di chi è davvero in stato di bisogno.

