
Il ritorno alla “normalità” deciso oggi dal Consiglio di Stato rallegra il il Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA), che sottolinea però come rimangano però delle criticità da risolvere. Se da un lato infatti il SISA si dice “relativamente soddisfatto” della decisione, in quanto fortemente contrario alla continuazione della scuola a distanza, dall’altro il sindacato chiede nuovamente un maggior sostengno economico agli studenti in difficoltà tramite la consegna di mascherine gratuite durante tutto il corso dell’anno. “Considerando l’impatto di una tale spesa sull’arco di un semestre (o di un intero anno scolastico)”, si legge nella nota, “riteniamo cruciale che lo Stato garantisca la tutela della salute degli studenti, dei docenti e dei loro familiari distribuendo gratuitamente delle mascherine riutilizzabili a tutti coloro che ne avessero bisogno.”
Aiutare chi è rimasto indietro
Allo stesso tempo, si legge nel comunicato stampa, gli studenti si stupiscono di come il Dipartimento non abbia previsto altre forme di sostegno scolastico per gli studenti rimasti indietro con lo studio: “Oltre agli sconti sui corsi di recupero estivi, non sono infatti state previste particolari misure di accompagnamento durante l’anno scolastico per colmare le eventuali lacune formative dovute al periodo di scuola a distanza. In questo senso, ribadiamo la necessità di introdurre corsi di recupero e doposcuola pubblici, gratuiti e di qualità in tutti gli ordini scolastici per tutta la durata del prossimo anno scolastico” e “senza disparità territoriali”. Questo, si legge, anche per evitare che si accentuino ulteriormente le disparità sociali tra gli allievi: “il limite alle bocciature nelle scuole post-obbligatorie non può essere reintrodotto senza penalizzare maggiormente chi ha avuto maggiori difficoltà a seguire le lezioni a distanza dello scorso semestre, a causa di un ambiente familiare difficile, dell’assenza di spazi non adatti allo studi o dei mezzi necessari a consultare il materiale, ecc”.
Il Covid ha evidenziato vecchie fragilità
Il SISA tiene infine a rimarcare come la pandemia da COVID-19 abbia “messo a nudo varie fragilità della scuola ticinese, confrontata con spazi e risorse insufficienti ad adempiere compiutamente alla propria funzione”. Per questo si richiede “una riduzione del numero di allievi per classe, un ammodernamento dell’infrastruttura scolastica, l’introduzione strutturale di misure di sostegno scolastico come corsi di recupero e doposcuola”. Queste misure, secondo il SISA, “benché osteggiate nel recente passato poiché ‘troppo costose’ si rivelano oggi più che mai necessarie non solo per migliorare la qualità e la democraticità dell’insegnamento, ma anche per far fronte ad una possibile recrudescenza della crisi sanitaria”.
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