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Siro Quadri bacchetta l'EOC
Siro Quadri bacchetta l'EOC
Siro Quadri bacchetta l'EOC
Redazione
9 anni fa
Il giudice precisa alcune "notizie inesatte" rilasciate dall'Ente dopo la condanna per lesioni colpose gravi

Ha del clamoroso la presa di posizione del giudice Siro Quadri, che risponde al comunicato stampa diramato due giorni fa dall'Ente ospedaliero cantonale a seguito della condanna per lesioni colpose gravi in relazione al contagio di epatite C. Sentenza emessa proprio dal giudice, che l'EOC ha giudicato "preoccupante" e di "impatto nazionale", confermando il ricorso in appello (vedi articolo suggerito). 

Nella sua presa di posizione il giudice rettifica "notizie inesatte". Una modalità che, a nostra memoria, non si è mai vista prima da parte di un'istanza giuridica. Qui di seguito la presa di posizione: 

"Il Giudice Siro Quadri, per rettificare notizie inesatte, a norma di legge informa che, durante la motivazione orale della sentenza di lunedì 21 novembre 2016, si è detto che una struttura sanitaria dev'essere in grado d'indentificare, dotandosi di un'adeguata organizzazione interna, il personale che ha effettuato una tomografia assiale computerizzata (TAC) con liquido di contrasto, così come specificato nell'atto d'accusa allestito dal Procuratore generale".

"Per contro", prosegue la nota, "non è stato precisato che un simile grado di tracciabilità dell'attività ospedaliera debba essere imposto per lo svolgimento di qualsiasi prestazione sanitaria "di routine" che un nosocomio è giornalmente chiamato a svolgere. Non corrisponde dunque al vero che la sentenza abbia massicciamente esteso "le informazioni che vanno registrate nelle cartelle sanitarie dei pazienti". Essa si è limitata a precisare che in relazione ad attività terapeutiche di una certa importanza, l'ospedale dev'essere sempre in grado d'indentificare chi ha partecipato alle cure di una persona".

Il giudice chiarisce inoltre che, "nel solco delle argomentazioni" della sua decisione, "non si è detto che in tutti i casi di contagio ospedalieri avvenuti del nostro Paese, per i quali non è stato "possibile identificare la causa del contagio e men che meno l'operatore", sarebbe ravvisabile una carente organizzazione interna".

"Infatti" conclude la nota, "il giudizio promulgato contro l'EOC è stato espresso, come di rito avviene nelle aule penali, con esclusivo riferimento ad un preciso caso, senza che nella decisione siano state formulate direttive sanitarie di carattere generale riferibili a casistiche diverse e valide per qualsiasi contagio o trattamento sanitario".

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