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Sirica: "Locarno non può stare alla finestra"
Sirica: "Locarno non può stare alla finestra"
Sirica: "Locarno non può stare alla finestra"
Redazione
9 anni fa
Il consigliere comunale PS ritiene che la città debba avere un ruolo proattivo riguardo i licenziamenti della NLM

Oggi, domenica 25 giugno, i lavoratori e le lavoratrici della NLM bacino svizzero hanno deciso di incrociare le braccia per difendere il proprio posto di lavoro. Le sezioni locarnese e valli e Locarno del PS, con un comunicato a firma di Fabrizio Sirica, ha deciso di far sentire le proprie ragioni.

Come noto la direzione della NLM ha annunciato per la fine del 2017 il licenziamento collettivo di tutto il personale, ossia 34 dipendenti. Il personale del bacino svizzero ha sempre garantito con la massima professionalità e in totale sicurezza, un servizio pubblico di qualità apprezzato da residenti, utenti, turisti e viaggiatori occasionali. Un servizio fondamentale non solo per la città ma per l’intera regione del Locarnese, considerata la valenza turistica e l’indotto economico generato.

"Dobbiamo fare di tutto per continuare a garantire tale servizio e questi posti di lavoro" spiega Sirica. "Con il licenziamento collettivo si azzerano infatti impieghi di qualità e regolamentati da condizioni contrattuali dignitose; non dimentichiamoci che i dipendenti licenziati sono tutti residenti nel locarnese con le proprie famiglie. Non scordiamo che l’attuale situazione di legittima mobilitazione dei lavoratori sta comportando una mancanza di servizio per i turisti, che potrebbe diventare a breve un forte danno di immagine per la nostra città, punto nevralgico e sede dello sciopero.

Fatte queste considerazioni, Sirica ritiene che la città di Locarno non possa stare alla finestra in attesa degli sviluppi, ma debba assumere un ruolo proattivo per la risoluzione nel più breve tempo possibile, invitando quindi il Municipio ad assumere un ruolo proattivo e centrale nella risoluzione della situazione creatasi. Più nello specifico: prendere contatto con il Cantone e i Comuni rivieraschi, proponendo un finanziamento pubblico al deficit paventato dalla Navigazione Lago Maggiore, in modo da continuare a garantire tutti i posti di lavoro, le attuali condizioni salariali/contrattuali, oltre che l’attuale servizio pubblico e turistico.

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