
I siriaci-cristiani sono scesi in piazza questo pomeriggio a Bellinzona, marciando dal centro storico sino a Palazzo delle Orsoline, chiedendo un aiuto umanitario per il loro popolo perseguitato dall'ISIS. Temi importanti, ma forse poco vicini ai ticinesi, che infatti non hanno aderito numerosi ad una manifestazione probabilmente anche poco pubblicizzata.
Questo era il testo del volontino della manifestazione:
"A tutti noi è nota la campagna di terrore e distruzione attualmente in atto da parte dell'ISIS che, senza alcuna distinzione di etnia, setta o d'origine del popolo, ha messo a ferro e fuoco l'Iraq e la Siria, segnatamente la regione del Khabour.
Il popolo siriaco che abita le regioni sopra descritte urgono di qualsivoglia materiale di prima necessità, nonchè di viveri, vestiti e materie prime.
I monasteri, le chiese, nonchè tutti i simboli religiosi cristiani sono ora in balia della furia devastatrice dell'organizzazione terroristica ISIS. La cultura Siriaca e la sua fiera storia millenaria sono attualmente messe a repentaglio dalla follia del sedicente Stato Islamico.
Bisogna dire basta e fermare qualsiasi violenza nei confronti dei cristiani-siriaci e delle altre minoranze quali curdi e yezidi.
È per questo motivo che ci appelliamo alla solidarietà di tutti i popoli credenti dei valori democratici e della libertà, nonchè della autodeterminazione. È pertanto necessario costruire i ponti e i collegamenti necessari alfine di provvedere agli aiuti per le persone bisognose delle regioni colpite dalla follia dell'ISIS.
Aiutateci. Creiamo loro un futuro migliore. Il vostro rapporto e la vostra partecipazione a questa campagna umanitaria non potrà che essere fonte di grande speranza per la sopravvivenza, la resistenza e la lotta del popolo Siriaco."
I presenti alla manifestazione erano sui duecento, e gli appelli del popolo siriaco erano per "levare l'embargo sul canton Jezire", "riconoscere in maniera ufficiale i cantoni Jezire, Afrin e Kobani, creati per volontà dei popoli delle zone", "visita ufficiale dell'Unione Europea nel canton Jezire", "sostegno militare al Consiglio Militare Siriaco (MES), al Sutoro e al Nivenh Plain Forces, comprendente l'invio aereo di munizioni nella regione del Khabour" e "supporto politico alle organizzazioni siriache".
Abbiamo contattato Besim Atabilgin, della Fondazione Sirius Media, per sapere come è andata e qual è stata la reazione dei ticinesi. "La giornata è in pieno svolgimento e proseguirà" ha detto. "C'è un buon numero di persone, circa 300-400. L'atmosfera è molto bella e calorosa. C'è ovviamente il nostro gruppo di siriaci-cristiani, e sono venuti anche i curdi e i yezidi per solidarietà. Fra i ticinesi, ho visto i media e qualche curioso, ma non molta gente."
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