
Giornata di esercitazioni al camping TCS di Gordevio. Proprio il Touring Club ha sviluppato un protocollo di sicurezza da adottare nei campeggi della Svizzera, e un'attenzione particolare è stata riservata proprio a quelli di Sion e della Vallemaggia, i più soggetti a rischio esondazione. Alla presenza degli enti di pronto intervento, e con la partecipazione di collaboratori ed ospiti, l'esercitazione è stata l'occasione per mettere alla prova il protocollo.
Collaborazione con gli enti di pronto intervento
«La Polizia Cantonale dà la preallerta a dipendenza dell'evento. A quel punto il gerente sa che deve informare tutto il personale e la clientela che entro tre ore ci sarà una possibile evacuazione. Quindi ci si prepara, si danno i compiti al personale - dividendo l'area in zone di competenza - e si attende. Allo scoccare dell'ora, confermata l'emergenza, parte l'evacuazione vera e propria: vengono controllate tutte le installazioni, i clienti possono prendere solo gli oggetti personali, e si ritrovano nel punto di ritrovo dove vengono accolti dalla protezione civile». Ad illustrarci il protocollo è Mattia Galli, responsabile Regione Sud e incaricato sicurezza di TCS. Un'operazione non scontata in una struttura che può arrivare a contenere 800 persone su 30'000 metri quadrati. A quel punto, come detto, entra in gioco la protezione civile: «abbiamo strategicamente degli impianti ubicati sul nostro territorio, in questo caso anche in Vallemaggia o Ascona, dove possiamo fare l'accolta. Sono le strutture dove avevamo accolto una sessantina di persone, l'ultima volta, in Vallemaggia. Qui abbiamo già dei kit di pronto accolta con dentifricio, spazzolino per accogliere le persone generalmente un giorno o una notte nei rifugi», ci dice il comandante della protezione civile di Locarno e Vallemaggia Patrik Arnold. L'iniziativa di TCS, però, non si limita al Ticino: negli ultimi due anni si è lavorato con lo scopo di raccogliere in un protocollo le misure adottate nei campeggi in Svizzera.
Un lavoro a beneficio del settore
I risultati del progetto di TCS, sviluppato su due anni, sono stati inoltre consegnati all'associazione svizzera di categoria. L'obiettivo è uniformare le misure già in vigore per le varie strutture che compongono i campeggi. Il lavoro, però, non finisce qui. Anche a livello cantonale, ci spiega il presidente dell'Associazione Campeggi Ticinesi Simone Patelli, il dialogo è in corso da tempo: «altri campeggi stanno cercando di adattarsi a quello che succede», come eventi meteorologici sempre più estremi. «Con il TCS, l'Associazione Svizzera dei Campeggi e quella Ticinese», prosegue Patelli, «c'è l'idea di avere un prodotto che si possa divulgare in maniera anche interessante per tutti i soci, soprattutto quelli di più piccole dimensioni che fanno fatica ad avere tutte le informazioni ed essere così strutturati».

