
Il personale della Società di Navigazione del Lago di Lugano (SNL) impiegato sul Lago Maggiore «chiede di passare alle FART e sollecita un trasferimento ordinato, tutelando nel frattempo salari e condizioni contrattuali». È quanto emerso dall’assemblea alla quale hanno partecipato i sindacati SEV, UNIA e OCST, come spiegato oggi in conferenza stampa dal Segretario sindacale del SEV Angelo Stroppini. La richiesta, ha aggiunto, è che SNL collabori con il Cantone e con gli altri interlocutori per accompagnare il passaggio e, fino ad allora, onori gli impegni salariali e contrattuali. La vertenza si inserisce nello scontro tra SNL e Governo seguito alla decisione del Consiglio di Stato di affidare alle FART la gestione della linea 351 Locarno-Tenero-Magadino, finora attribuita alla società di navigazione. Per Stroppini, con la presa di posizione del personale è arrivato un segnale importante: «Il personale si è espresso. Ora tutti devono lavorare in questa direzione e SNL deve capire che forse è il momento di lasciare il Lago Maggiore».
Pressioni su cinque dipendenti
Da noi interpellato, Stroppini ha parlato di «grandissima preoccupazione» e di dipendenti «esasperati» dalla situazione. Al termine della discussione, il personale ha votato una risoluzione che chiede a SNL «un atto di responsabilità». Domanda inoltre il ritiro immediato delle misure adottate lunedì 28 settembre nei confronti di cinque dipendenti. Secondo quanto riferito dai sindacati, ai lavoratori sarebbe stata prospettata la scelta tra il passaggio da un impiego fisso a uno stagionale oppure lo scioglimento consensuale del rapporto di lavoro a fine anno, con la richiesta di decidere subito. «È una situazione intollerabile», ha dichiarato Stroppini.
SNL: «Le pressioni le mette chi specula»
Il portavoce di SNL Sergio Savoia ha spiegato la situazione ricordando che la società intende continuare a operare la tratta anche senza l’indennizzo del Cantone, circostanza che comporta minori entrate. «Nonostante ciò, SNL ha deciso, facendo dei sacrifici, di non licenziare nessuno. Quello che è successo è che alle persone sono state offerte delle alternative. La realtà è che la pressione sul personale la sta mettendo chi specula politicamente: ci sono dentro anche i sindacati, ci sono i politici, come abbiamo visto, e c’è il Governo. Si specula ai danni di un’azienda del territorio, un’azienda con più di 150 anni di storia».
«Il Governo ha superato il limite»
Tornando all’assemblea e al voto dei collaboratori, SNL ha dichiarato di non riconoscerne validità, sostenendo che sia stata convocata da un sindacato non firmatario del CCL. Peraltro viene giudicata «deplorevole» la partecipazione della presidente del Governo Marina Carobbio Guscetti, che ha chiesto a SNL di collaborare per trovare una soluzione con le FART, anche nell’interesse del servizio e dei posti di lavoro. «Secondo noi, purtroppo, è stato superato un limite. Quello che succede è sostanzialmente una specie di depistaggio, di dirottamento del personale e dell’attività di un’azienda. Il Governo, che dovrebbe stare sopra le parti, interviene minando anche la libera concorrenza, che dovrebbe essere una delle basi del nostro Stato di diritto».
«Basta pagliacciate»
La società afferma quindi che continuerà a operare la linea, a difendere i propri collaboratori e a tutelare i propri diritti anche in tribunale. «Il contratto che SNL ha con la concessionaria italiana responsabile della navigazione sull’intero bacino lacustre del Verbano, compreso il bacino svizzero, dura fino al 2046. La controparte italiana ci ha informato direttamente che non ha nessuna intenzione di rescinderlo. Quindi il Governo deve parlare con SNL se vuole trovare una soluzione; altrimenti può continuare con queste pagliacciate e di soluzioni non se ne troveranno»

