
È finalmente nota la posizione dei due principali sindacati ticinesi, UNIA e OCST, sulla tassa di collegamento.
Una posizione che era stata richiesta a viva voce settimana scorsa dal direttore dell'Associazione industrie ticinesi (AITI) Stefano Modenini, il quale accusava i sindacati di "nascondersi" e così facendo di "non difendere i lavoratori".
Ebbene, il comitato OCST, riunitosi ieri sera, ha deciso di schierarsi contro la misura proposta dal Governo per migliorare la viabilità in Ticino. Un voto che chiarisce la posizione assunta dai sindacalisti OCST che siedono in Gran Consiglio (Giorgio Fonio aveva votato a favore del provvedimento, Lorenzo Jelmini e Nadia Ghisolfi si erano astenuti).
Il comitato di UNIA, invece, lascia libertà di voto ai propri affiliati. "È necessario dare una risposta al problema del traffico" ci spiega il co-segretario della sezione Sottoceneri, Giangiorgio Gargantini. "Ma questa misura comporta sia degli aspetti positivi che negativi. Per noi come sindacato è inaccettabile che la tassa possa essere scaricata sui lavoratori."
Gargantini attacca poi il padronato e i grandi gruppi, con un pensiero particolare per il direttore di AITI Modenini: "Il loro ruolo è stato vergognoso e ridicolo. Cosa ha fatto AITI per i lavoratori? I lavoratori sanno chi li tutela, e non si tratta certamente di Modenini."
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