
Sta facendo parecchio discutere il licenziamento di un 60enne sindacalista dell'OCST, deciso - aveva evidenziato ieri La Regione - per “aver contestato il suo capo diretto che pretendeva, da lui e dai suoi colleghi addetti ai servizi esterni sui cantieri e nelle fabbriche, più produttività intesa come acquisizione di una maggior numero di lavoratori da iscrivere al sindacato”.
I lavoratori iscritti all'OCST hanno organizzato ieri alla Carrozzeria Nima di Giubiasco un'assemblea di solidarietà durante la quale è stata sottoscritta una petizione che chiede il reintrego dell'uomo, definito "il vero sindacalista proveniente dal mondo operaio che è sempre stato vicino ai bisogni dei lavoratori, sostenendoli e aiutandoli nei momenti di difficoltà sia davanti ai datori di lavoro e in tutte le problematiche connesse all'attività lavorativa e alla famiglia".
"Nell'ambito del dibattito assembleare è stato evidenziato come gli alti fu sindacati stiano dando pessimi segnali d'incoerenza, nonché dei cattivi esempi soprattutto verso quei datori senza scrupoli che usano l'arma del licenziamento per intimorire il personale e assoggettarlo ai loro voleri", si legge nella risoluzione approvata ieri dall'assemblea.
"Non va sottaciuto che recentemente anche un'altra importante organizzazione sindacale ha licenziato dei sindacalisti solo perché questi hanno rivendicato i loro diritti e difeso la loro personalità di funzionari al servizio dei loro associati. Come possono pretendere i sindacati di essere ascoltati da datori di lavoro senza scrupoli, davanti a licenziamenti immotivati e abusivi, se già i dirigenti sindacali si comportano peggio dei più beceri datori di lavoro?", si chiedono i lavoratori.
I lavoratori iscritti all'OCST trovano "inaccettabili" simili metodi che "stridono pesantemente" con la missione del sindacato e ammoniscono i vertici sindacali "affinché non si rendano artefici di abusi che, oltre a dare una pessima immagine del sindacato, colpiscono la persona e la sua famiglia oltre il dramma del licenziamento". In conclusione si chiede alla dirigenza dell'Organizzazione Cristiano Sociale il ritiro del licenziamento e il reintegro del sindacalista.
Qualora non venisse dato seguito alla richiesta, i lavoratori "si riservano di aprire un dibattito aperto con gli altri sindacalizzati e di intraprendere le azioni che più riterranno opportune, per manifestare il loro fermo dissenso sull'operato dei vertici OCST".
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