
Correva il mese d'aprile 2013 quando la Polizia fece irruzione nella sede cantonale di un operatore telefonico, la LycaMobile, situata nel quartiere di Cassarate a Lugano.
Un blitz effettuato in seguito alla scoperta che in quella filiale venivano emesse carte SIM "taroccate", intestate a clienti ignari o addirittura inesistenti, per proteggere gli spacciatori di droga.
Oggi, come riferisce il Corriere del Ticino, la vicenda si è definitivamente conclusa, con la condanna di un dipendente della Lycamobile, un 48enne originario dello Sri Lanka.
L'uomo è stato oggetto di un decreto d'accusa, emesso in settembre dal procuratore pubblico Nicola Respini, che lo condanna a sei mesi con la condizionale, più le tasse di giustizia, le spese giudiziarie e la revoca di una precedente sospensione di pena (90 aliquote da 50 franchi) per i reati di ripetuta infrazione alla Legge federale sulla comunicazioni e falsità in documenti.
Inizialmente l'uomo aveva presentato opposizione, tramite il suo avvocato Chiara Buzzi. Ma negli scorsi giorni l'ha ritirata. Per cui non ci sarà alcun processo, il caso è definitivamente chiuso.
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