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Lavoro
Siglato il rinnovo del CCL per il Commercio al dettaglio ticinese
©Chiara Zocchetti
©Chiara Zocchetti
Redazione
3 anni fa
L'accordo sarà valido fino al 2026.

Il settore del commercio al dettaglio ticinese ha rinnovato, a fine dicembre, il Contratto Collettivo di Lavoro. L'accordo varrà fino al 2026. Lo ha annunciato la Commissione paritetica cantonale per il settore, spiegando che le parti sociali "si dichiarano soddisfatte per l'accordo raggiunto".

"Trovato un accordo migliorativo"

Sul finire dello scorso anno, si legge nella nota stampa, "ci siamo seduti al tavolo delle trattative per rinnovare il CCL, trovando un accordo migliorativo e unanime sui salari fino al 2026". Il salario minimo orario, comprensivo di 13esima, è ora di 19.75 franchi per un venditore non qualificato.

Ocst: "Lo sforzo fatto non basta"

Renato Ricciardi, segretario generale di Ocst, ha affermato al Corriere del Ticino "che la trattativa è stata complessa. Il settore è sotto pressione, ma lo sono anche i salari dei dipendenti". L'accordo raggiunto "vede un salario minimo leggermente superiore al minimo legale, ma lo sforzo fatto non è sufficiente e il sindacato s’impegnerà a chiedere condizioni e salari migliori".

Unia: "L'aumento praticamente si azzera"

Chiara Landi, sindacalista Unia, sempre al Corriere del Ticino ha spiegato che "a dicembre 2023 è entrato in vigore il salario minimo cantonale a 19,50 franchi all’ora. La grande concessione fatta con questo adeguamento, quindi, è di soli 25 centesimi all’ora. Tenuto conto, però, che dal 1. dicembre 2024 il minimo legale sarà portato a 19.75 franchi all’ora, l’aumento concesso praticamente si azzera". Ricordiamo che Unia non ha partecipato alle discussioni e non ha firmato il CCL. "Questo accordo", continua Landi, "svende la professionalità e i sacrifici di molti lavoratori che ogni giorno si impegnano sul posto di lavoro. In un Paese ricco come il nostro è inaccettabile. Semplicemente non consente a una persona di sostenersi con il proprio stipendio".