
Nella task Force incaricata di valutare la sicurezza del vaccino anti-Covid c’è anche il ticinese Alessandro Ceschi, primario dell’Istituto Scienze Farmacologiche dell’EOC e professore alla Facoltà di scienze biomediche dell’USI. Ancora non si sa quale vaccino sarà omologato in Svizzera (attualmente sono tre i preparati in lizza), ma la task Force si sta preparando per l’importante ruolo che gli spetta, con le prime persone che dovrebbero essere vaccinate all’inizio del prossimo anno. Teleticino ne ha parlato con Ceschi per capire quali compiti e sfide gli esperti dovranno affrontare nei prossimi mesi.
Il monitoraggio del paziente
Uno dei primi compiti degli esperti, sarà quello di monitorare il paziente vaccinato. In che modo e per quanto tempo? “Dopo la vaccinazione, sarà necessario un’osservazione di breve periodo sul paziente. Si parla di circa un quarto d’ora-mezz’ora per vedere se tutto sia andato bene” spiega Ceschi. “L’altro tema sui cui si chinerà la Task-Force è quello di rilevare eventuali reazioni avverse. Qualsiasi problema si dovesse osservare dopo la vaccinazione da parte del cittadino e degli operatori sanitari va notificato. Si tratta poi di avere un sistema strutturato che permette di rilevare rapidamente queste informazioni e se necessario poter intervenire in modo adeguato”.
I possibili effetti collaterali
Gli studi clinici effettuati finora sui volontari non hanno rilevato particolari problemi di sicurezza nei vaccini. Ma nel Regno Unito, primo paese ad aver autorizzato il vaccino, due operatori sanitari hanno avuto reazioni allergiche, ciò che ha spinto l’autorità nazionale britannica di controllo sui farmaci a non sottoporre a immunizzazione coloro che hanno alle spalle una storia di “significative” reazioni allergiche. Scoperte che permettono anche alla Svizzera di andare avanti con prudenza e correggere il tiro. Ma quali potrebbero essere altri eventuali effetti collaterali? “Si sono osservate alcune reazioni avverse nei volontari che hanno partecipato” rileva Ceschi, specificando che si tratta perlopiù di reazioni relativamente blande. “Stiamo parlando di un po’ mal di testa, febbre e dolori diffusi o al sito di iniezione. Tutte cose con un decorso favorevole e che si sono risolte. Per quanto riguarda i due operatori sanitari che hanno presentato una reazione allergica di tipo anafilattico dopo vaccinazione, sono elementi fondamentali per formulare meglio le controindicazioni, in questo caso per persone che hanno una storia pregressa di reazioni allergiche dopo vaccinazione e utilizzo di farmaci”.
Le mutazioni del virus
C’è infine la grande incognita che riguarda le mutazioni. Da Londra è infatti arrivata la notizia di una nuova variante di coronavirus, che ha già causato mille infezioni registrate da 60 diverse autorità sanitarie nel Sud Est dell’Inghilterra. Un’area che da oggi sarà sottoposta in larga parte alle restrizioni di livello 3, le più rigide. Queste mutazioni del virus rischiano di vanificare tutti gli sforzi fatti finora per trovare un vaccino efficace? “Qui ci spostiamo su un altro campo: non si tratta più della sicurezza del vaccino, ma della sua efficacia” evidenzia Ceschi. “Ci sono diversi punti che andranno chiariti nel corso del tempo e che non sono ancora noti. Uno di questi è l’effetto di mutazione del virus che può insorgere. Un altro tema riguarda la durata della protezione del vaccino. Sono tutti aspetti che andranno seguiti e approfonditi nel corso dei prossimi mesi”.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

