Cerca e trova immobili
Violenza
Sicurezza a Lugano, il nuovo comandante della polizia: «La presenza di armi mi preoccupa»
Parla il nuovo comandante della polizia di Lugano Federico Chiesa, dopo le recenti aggressioni che hanno riacceso il dibattito sulla sicurezza. Lavorare in rete per una società sempre più complessa ed essere attenti alle sfide del futuro i suoi obiettivi per questa nuova sfida professionale.

Le ultime settimane, segnate da diversi episodi di violenza, hanno riportato al centro dell’attenzione il tema della sicurezza a Lugano. Per il nuovo comandante della Polizia comunale Federico Chiesa, entrato ufficialmente in carica il primo settembre, si tratta anche del segnale di una società in trasformazione. «La società sta cambiando, non forzatamente in meglio», osserva. Da qui la decisione di aumentare la presenza degli agenti soprattutto nei momenti più sensibili, in particolare durante il fine settimana, con l’obiettivo di rassicurare la popolazione senza però «militarizzare la città». A preoccupare Chiesa è soprattutto la diffusione delle armi: «La presenza di armi mi preoccupa. È un segnale». La Polizia ha quindi intensificato anche i controlli sulle persone, con l’intento di identificare e soprattutto scoraggiare chi porta con sé oggetti potenzialmente pericolosi.

La risposta passa dalla rete

Di fronte a una realtà sempre più complessa, secondo Chiesa la Polizia non può essere lasciata sola ad affrontare il problema, soprattutto quando sono coinvolti i minorenni. «Pensare che solo la Polizia possa risolvere i problemi è inverosimile», sottolinea il comandante. Servirà dunque una collaborazione più stretta con gli attori del mondo sociale e educativo, attraverso un lavoro di rete che permetta di individuare strategie condivise per affrontare i cambiamenti della società. «Bisognerà sedersi a un tavolo e fare in modo di trovare, non dico delle soluzioni, ma delle strategie».

Polizia unica, Chiesa guarda agli sviluppi

La necessità di fare sistema riguarda anche i rapporti tra Polizia comunale e cantonale e riporta inevitabilmente al dibattito sulla possibile creazione di una Polizia unica in Ticino. Chiesa guarda con interesse agli sviluppi del progetto cantonale e non esclude un confronto: «Se il Cantone ha intenzione di portare avanti il progetto, sicuramente ci siederemo a un tavolo per capire se c'è un potenziale di miglioramento». Un'apertura che, almeno per il nuovo comandante, passa dalla volontà di valutare concretamente gli strumenti a disposizione per rendere più efficace la sicurezza sul territorio.

Guardare al futuro, obiettivi e sfide personali

Per Chiesa la nuova funzione non significa soltanto gestire l’ordinario, ma preparare la Polizia alle sfide che verranno. «L'obiettivo è permettere ai miei agenti di poter operare nel futuro», spiega, indicando nel lavoro di rete e nella capacità di anticipare i cambiamenti una delle sue principali responsabilità. Un compito per il quale ritiene di poter mettere a frutto anche l’esperienza maturata al Dipartimento delle Istituzioni, dalla gestione della crisi Covid a quella dei profughi ucraini, fino all’emergenza della Valle Maggia. «La mia più grande sfida professionale» sarà dunque «guardare avanti», individuando insieme agli altri attori le strategie necessarie per affrontare le nuove sfide della sicurezza.