
E' ripreso questa mattina a Lugano il processo a carico di Marco Siciliano. In mattinata è atteso l'esame di sms e telefonini spediti da Siciliano. Nel pomeriggio si dovrebbe invece passare all'esame della perizia psichiatrica sull'accusato elaborata dallo psichiatra Carlo Calanchini. Nei primi due giorni, ricordiamo, sono stati ricostruiti il contesto dell’imputato e del dramma dell’uccisione della moglie Beatrice Sulmoni. La procuratrice Rosa Item ha promosso contro il 32enne Marco Siciliano, reo confesso, difeso dall’avvocato Marco Frigerio, le accuse di assassinio e interruzione punibile della gravidanza. I dibattimenti sono condotti dalla giudice Agnese Balestra Bianchi. "Se Marco ha bisogno di aiuto col bambino dategli una mano" Il terzo giorno è iniziato con la lettura degli ultimi tabulati telefonici ancora inevasi. Perlopiù sms scambiati tra l'assassino e la sua amante nei giorni che hanno seguito il delitto, ma anche il tentativo di qualche parente della vittima che tentava di riprendere i contatti con la donna. Siciliano infatti dopo averla uccisa, fece credere a tutti che era scappata. Con il telefono di lei, l'assassino cercò di tranquillizzare i parenti inviando sms di questo tenore: "Stai tranquillo papi, so che con la mia decisione ti faccio soffrire ma non ti devi preoccupare". E ancora: "Se Marco ha bisogno di aiuto col bambino dategli una mano". E Siciliano, per dare maggiore credibilità al suo diabolico piano, simulò pure degli sms con una finta Bea. Marco Siciliano fa addirittura nascere una sorta di Beatrice delle speranze. Perchè nei messaggi simulati alla famiglia fa dire a Bea di stare meglio, di essere in cura da uno psicologo e che forse presto tornerà. "Ma per ora - scrive l’assassino con il telefonino della moglie - non vi dico dove sono altrimenti arrivate subito tutti". Il cadavere gettato nel lago poco prima di mezzanotte Marco Siciliano ha gettato il cadavere nel lago sabato 27 marzo poco prima di mezzanotte. E la localizzazione dell'imputato, tramite le antenne di telefonia mobile, dice che Siciliano si è trattenuto a Cernobbio meno di un quarto d'ora.I Sulmoni sospettano di Siciliano I Sulmoni nei giorni seguenti vengono a conoscenza delle infedeltà di Siciliano e cominciano a sospettare di lui. "Grazie di tutte le bugie che ci hai raccontato" gli scrive il fratello di Beatrice. E non sono i soli. "Spero di non scoprire troppo tardi qualcosa che non va anche in te", gli scrive infatti la sua amante. E quando arriva la notizia del ritrovamento del cadavere di Beatrice lei gli scrive: "Dove sei? Su Internet dicono che il cadavere è di tua moglie". A questo punto Siciliano vede stringersi attorno a sé il cerchio dei sospetti e getta la carta sim in un tombino a Paradiso, chiudendo così la messinscena della finta Beatrice. La perizia psichiatrica: nessun raptusLa perizia psichiatrica elaborata dallo psichiatra Carlo Calanchini riconosce che Marco Siciliano è capace di intendere e di volere, ma esclude anche la perfetta lucidità e considera la forte carica emotiva presente in quei frangenti. Il perito sostiene inoltre che non fu un raptus a spingerlo ad eliminare la moglie ed esclude la scemata responsabilità, che attenuerebbe la pena. Non sarebbero presenti patologie psichiatriche e il rischio di recidiva viene valutato come basso.La giudice non crede alle amnesie di SicilianoDopo la lettura della perizia del dottor Calanchini, il dibattimento è continuato con la lettura di alcuni verbali chiesta dalle parti. Durante la lettura di quelli relativi la sera dell'omicidio, Marco Siciliano ha confermato ripetutamente la sua versione fornita in aula. Quella sera L'imputato voleva chiudere la relazione con la moglie. È la sera della tisana a base di sonnifero che Siciliano dà
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