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Ambiente
Siccità in Ticino, i Verdi chiedono una strategia cantonale
Red. Online
6 ore fa
Le conseguenze del surriscaldamento climatico – che possono peggiorare ancora di più se non si interviene – sono sempre più evidenti: i Verdi interrogano il Consiglio di Stato

Negli ultimi anni il Canton Ticino è confrontato con periodi di siccità sempre più lunghi e intensi, alternati a precipitazioni violente e concentrate nel tempo. «Non si tratta più di fenomeni eccezionali, bensì di una trasformazione del ciclo dell'acqua legata ai cambiamenti climatici. Piove meno frequentemente ma con maggiore intensità, mentre aumentano i periodi asciutti», scrivono i Verdi in un'interrogazione rivolta al Consiglio di Stato, evidenziando come che una quota crescente delle precipitazioni viene rapidamente convogliata verso valle senza riuscire ad alimentare adeguatamente suoli, falde acquifere ed ecosistemi. 

Un rischio sistemico

Come sottolineano i Verdi, le conseguenze del surriscaldamento climatico – che possono peggiorare ancora di più se non si interviene – sono sempre più evidenti, dai corsi d'acqua in sofferenza alla riduzione delle riserve idriche nelle falde e nelle sorgenti, passando dalla difficoltà per l'agricoltura, fino ai boschi colpiti da stress idrico e maggiore vulnerabilità degli ecosistemi. «La siccità rappresenta ormai un rischio sistemico che interessa contemporaneamente la disponibilità di acqua potabile, la biodiversità, la produzione agricola e gli alpeggi, il settore energetico e la protezione dai pericoli naturali», si legge nell'interrogazione. «In questo contesto, la semplice gestione delle emergenze non è più sufficiente: diventa indispensabile dotarsi di una strategia di adattamento capace di aumentare la resilienza del territorio e garantire nel lungo periodo la sicurezza idrica del Cantone»

Rischi in rapida crescita

L'ultima analisi dei rischi climatici dell'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM) evidenzia come la siccità estiva rappresenti uno dei rischi climatici in più rapida crescita per la Svizzera e come tale fenomeno sia destinato ad aggravarsi nei prossimi decenni. «Il rapporto sottolinea inoltre che la combinazione tra periodi prolungati di siccità e precipitazioni sempre più intense rende i sistemi naturali e le infrastrutture maggiormente vulnerabili, imponendo un approccio integrato che coinvolga gestione delle acque, pianificazione del territorio, agricoltura, foreste, biodiversità e protezione dai pericoli naturali», scrivono i Verdi spiegando come si renda necessario ripensare le modalità con cui il territorio trattiene e gestisce la risorsa idrica.

Tema d'importanza per il Cantone

Il Cantone stesso riconosce l'importanza dell'adattamento ai cambiamenti climatici e dispone di una recente Legge sulla gestione delle acque, mentre la Confederazione segnala che la distribuzione stagionale delle precipitazioni sta cambiando e che i periodi di siccità sono destinati a diventare più frequenti.

Esperimenti dal mondo

Non solo. Come ricordano i Verdi, nel mondo si stanno sperimentando numerose soluzioni per affrontare questa nuova realtà. In California, ad esempio, alcuni bacini idrici sono stati ricoperti con milioni di sfere galleggianti («shade balls») per limitare l'evaporazione e preservare le riserve d'acqua. «Sebbene una simile soluzione possa non essere necessariamente adatta al nostro territorio, dimostra come diversi Paesi stiano investendo in misure innovative per affrontare la crescente scarsità d'acqua». 

«Parallelamente, anche in Ticino potrebbe essere opportuno riflettere su come trattenere una maggiore quantità di acqua derivante dagli intensi temporali estivi, evitando che venga rapidamente convogliata a valle. Inutile dire che fino a qualche anno fa erano i ghiacciai a svolgere quest'importante funzione», si legge nel testo dell'interrogazione. «Piccoli e medi bacini di accumulo, il ripristino di zone umide, sistemi di infiltrazione controllata, l'adozione dei principi delle cosiddette "città spugna" – attraverso superfici permeabili, infrastrutture verdi, tetti verdi, aree di infiltrazione e sistemi di drenaggio sostenibile – e altre infrastrutture naturali potrebbero contribuire a migliorare la resilienza del territorio», sottolineano i Verdi, precisando che queste misure permettono infatti di rallentare il deflusso delle acque meteoriche, favorire la ricarica delle falde, ridurre il rischio di allagamenti durante gli eventi estremi e aumentare la disponibilità di acqua nei periodi di siccità.

Alla luce di quanto esposto, I Verdi chiedono al Consiglio di Stato:

1. Il Consiglio di Stato dispone di una strategia cantonale specifica per limitare gli effetti della siccità? È stata messa in atto nell’ estate del 2026, e se sì con quali esiti? Esiste una coordinazione a livello cantonale per la priorizzazione degli utilizzi di acqua?

2. Quali misure concrete sono già previste o in fase di studio per aumentare la capacità del Ticino di trattenere e immagazzinare l'acqua proveniente dalle precipitazioni e dalle precipitazioni intense, in previsione di periodi di siccità estive e di precipitazioni intense sempre più frequenti e del previsto aumento delle precipitazioni invernali?

3. Il Governo ha valutato la realizzazione di nuovi bacini di accumulo, laghetti artificiali o altre opere multifunzionali destinate allo stoccaggio delle risorse idriche durante i periodi più piovosi?

4. In che modo la gestione integrata delle acque può contribuire ad alleviare i periodi di siccità? Quali misure sono state prese fino ad oggi per implementare una gestione integrata delle acque?

5. Il Consiglio di Stato dispone di una pianificazione relativa ai fabbisogni idrici futuri del settore agricolo ticinese e alla localizzazione delle aree nelle quali sarà necessario potenziare le infrastrutture di accumulo e distribuzione dell'acqua?

6. Il Consiglio di Stato ritiene necessario elaborare, insieme alle organizzazioni agricole, un piano pluriennale di adattamento dell'agricoltura ticinese alla crescente frequenza dei periodi di siccità, individuando gli investimenti prioritari per garantire la disponibilità di acqua alle aziende agricole e agli alpeggi?

7. Il Consiglio di Stato ha valutato il potenziale utilizzo delle acque depurate o di altre forme di riutilizzo della risorsa idrica per l'irrigazione agricola, come già sperimentato in altre regioni europee?

8. Qual è lo stato di salute dei boschi ticinesi rispetto allo stress idrico? Il Cantone dispone di un monitoraggio aggiornato delle aree maggiormente colpite dal disseccamento?

9. Sono previste misure specifiche per aumentare la resilienza dei boschi ticinesi alla siccità, anche attraverso interventi di gestione forestale, riforestazione con specie più resistenti o altre iniziative?

10. Il Consiglio di Stato ha identificato i settori del Cantone maggiormente vulnerabili alla siccità (approvvigionamento idrico, agricoltura, foreste, biodiversità, energia idroelettrica, salute pubblica) e dispone di una valutazione cantonale dei rischi climatici specificamente riferita al Ticino?

11. Il Consiglio di Stato intende sviluppare un piano cantonale di adattamento alla siccità che coordini le politiche relative alla gestione delle acque, alla pianificazione territoriale, alla protezione della biodiversità, alla gestione forestale e all'agricoltura, in linea con le raccomandazioni formulate dall'UFAM?

12. Quali misure sono previste per favorire la ricarica naturale delle falde acquifere, limitare l'impermeabilizzazione del suolo e valorizzare le cosiddette infrastrutture naturali (zone umide, corsi d'acqua rinaturalizzati, superfici permeabili) quali strumenti di adattamento ai cambiamenti climatici?

13. Il Consiglio di Stato come prevede di applicare il concetto delle "città spugna" nei centri urbani ticinesi, quale strumento per aumentare la ritenzione delle acque meteoriche, ridurre il rischio di allagamenti e contribuire alla sicurezza dell'approvvigionamento idrico, anche per dar seguito alla decisione del Gran Consiglio del 23.3.2026?