
Il botta e risposta tra il Partito Socialista e Alberto Siccardi non accenna a placarsi. "Credo i lettori siano quasi stufi e cercherò di non annoiare" ci scrive quest'oggi il patron della Medacta, che ha deciso di rispondere nuovamente, punto su punto, alle accuse mosse stavolta direttamente dal presidente dei socialisti, Igor Righini.
Ecco, di seguito, i punti che presenta l'imprenditore:
- Candidati: Non trovo farmacisti né bio ingegneri né biologi che abbiano studiato in Svizzera, forse vanno tutti, o quasi, fuori Cantone, trovo qualche svizzero che ha studiato in Italia. Quando trovo assumo se la azienda ne ha bisogno in quel momento. Se non li assumo raramente è per motivi di salario.
- Formazione aziendale: Facciamo corsi di lingue per i nostri impiegati gratis tutto l'anno, li mandiamo gratis all'estero se lo chiedono, e oltre, fino al master in management (MBA).
- Disoccupazione: Gli episodi citati di gente che non vuole lavorare sono solo alcuni fra molti di più' e sono tutti veri e non distorti.
- Stipendi: I nostri stipendi sono quelli, adattati allo sviluppo delle carriere, alle capacità e alle competenze dei collaboratori, e arrivano in alto come ho detto, partendo dal basso come ho detto. Le scale salariali che applico, quindi gli stipendi versati, non si discostano dagli importi salariali cantonali e sono molto migliori dei salari minimi previsti dai contratti normali firmati dall'onorevole Bertoli, che Lei conosce.
- Impatto nel sociale: Ospitiamo più di sessanta bambini in un asilo nido aziendale, con conversazione in lingua inglese e avviamento alla musica per i più grandini.
- Aspetto politico: Infine le ricordo che ho pesantemente sostenuto" Prima i nostri" proprio per spingere la politica ad affrontare questi problemi, la formazione e la gestione della disoccupazione, e solo per migliorare il tessuto lavorativo e sociale nel Cantone. Questo Cantone se lo merita e deve reagire al lento declino che si profila.
Siccardi non si limita però a rispondere ai punti sollevati dal presidente socialista, criticando in modo piccato anche il suo atteggiamento: "C'è una cosa che mi ha deluso, il suo mettere in dubbio quanto dico. Non cada di stile Sig. Righini, non mi dia del mentitore. È penoso. Io non mento. Suoi colleghi di partito nel passato hanno apprezzato la mia franchezza e io la loro, pur militando in parti avverse. Lei deve accettarmi come io accetto Lei, noi imprenditori esistiamo ed esisteremo, come i socialisti esistono dal 1917. Saremo sempre gli unici a creare ricchezza. Gli statalisti come Lei invece parlano della ricchezza creata dagli altri, quella che creiamo noi, su come noi dovremmo ripartirla, dimenticando che il prelievo fiscale e la funzione sociale che svolgiamo ne portano via una gran parte. Mentre lo Stato non sempre usa le risorse al meglio."
Il vicepresidente di Area Liberale non usa certamente mezzi termini nel replicare a Righini: "Dimenticate poi che chiunque può fare l'imprenditore. Non serve un mandato divino. Ma è rischioso, caro Righini, è faticoso. Mette sotto pressione anche la tua sfera privata. Il mio vuole essere un accorato appello a Lei Presidente, forza, fate impresa! Create posti di lavoro ad alto valore aggiunto e versate i salari che vi sembrano congrui. E reinvestite gli utili per mantenere competitiva la vostra azienda. Magari rispetto ad una ditta tedesca dove i salari orari minimi sono di 9 euro l'ora, molto più bassi dei nostri. I livelli degli stipendi come i nostri sono di mercato in Svizzera, altrimenti uno li rifiuta, e raramente ci capita. Solo non è accettabile, me lo lasci ripetere, il rifiuto del lavoro di chi è in disoccupazione, quando succede."
Secondo il patron di Medacta infatti i socialisti farebbero "finta di non sapere che in Ticino sono state attribuite circa 7500 sanzioni implicanti sospensione delle indennità. Un fenomeno marginale. Si, ma esiste."
Per Alberto Siccardi insomma, "il Ticino merita di meglio."
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