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Ticino
“Siamo stati dimenticati”
Foto Emme Facebook
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Redazione
6 anni fa
L’appello del settore degli eventi alla politica per chiedere di prolungare, quando la situazione di emergenza sarà finita, gli aiuti per almeno sei mesi. “Non prevediamo una ripresa prima dell’anno prossimo”

“Siamo stati dimenticati, nonostante il settore degli eventi sia quello più colpito”. È l’allarme lanciato ai colleghi di Radio3i da Michele Alvarez, direttore di Emme, azienda leader nella progettazione e realizzazione di soluzioni tecniche per eventi e congressi, all’indomani della conferenza stampa di Berna. Da ormai un anno tutto ciò che ruota attorno a feste, manifestazioni, spettacoli e concerti è fermo al palo. In Svizzera sono già state annullate 35 fiere previste per il 2021, con una perdita di fatturato di oltre 220 milioni di franchi, circa un terzo del fatturato annuale. Per questo Expo Event Swiss LiveCom Association e altre quindici associazioni del settore hanno chiesto alla Confederazione di istituire uno “scudo protettivo per il futuro dell’industria degli eventi”, che permetta di coprire i costi finanziari delle cancellazioni di fiere e manifestazioni e che valga dal 1° giugno 2021 al 30 aprile 2022.

“Siamo stati dimenticati”
Una richiesta che arriva all’indomani della conferenza stampa del Consiglio federale, durante la quale di manifestazoni ed eventi si è parlato poco. “In questi ultimi giorni si è parlato di ristorazione e negozi ma non si parla mai del mondo degli eventi. Noi siamo fermi da un anno, abbiamo lavoricchiato ma non sono eventi veri come quelli che facevano prima del marzo 2020. Siamo stati dimenticati dalla politica”, racconta Alvarez. Al settore, oltre agli aiuti, manca un orizzonte temporale chiaro che permetta di programmare il futuro. “Le prospettive sono annebbiate, non prevediamo una ripresa se non prima di gennaio, febbraio o marzo dell’anno prossimo”, aggiunge.

“Aiuti anche quando tutto questo finirà”
“Non c’è nessuna azienda che si occupa di eventi che può organizzare una manifestazione dall’oggi al domani. Non siamo un ristorante, i grossi eventi hanno un anno o anche due anni di pianificazione e organizzazione”. Per questo, dunque, l’appello della categoria alla politica è che gli aiuti per il settore in questione vadano avanti per almeno sei mesi dalla data in cui la situazione pandemica finirà. “Se siamo qui ancora oggi è grazie agli aiuti della Confederazione e del Cantone. Ma in ogni caso noi ci siamo reinvitati perché facciamo tutti gli eventi streaming e online ma questo dà lavoro al 10% del nostro organico. Per questo chiediamo di prolungare gli aiuti anche quando tutto questo sarà finito”.

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