
“Possiedo due galline. È per questo motivo che qualche settimana fa ho ricevuto una cortese e ben formulata lettera dal Dipartimento delle finanze e dell’economia, Divisione dell’economia, Sezione dell’agricoltura. Alla lettera era allegato un formulario di quattro pagine fitto di numeri di codice e domande per il rilevamento obbligatorio dei dato del settore agricolo" inizia così il commento dell'imprenditore Tito Tettamanti dalle colonne del Corriere del Ticino di oggi. L'imprenditore nella sua presa di posizione non lesina critiche "goliardiche" alle pratiche burocratiche inserite dalla Confederazione negli ultimi anni. Ecco di seguito alcuni stralci del suo commento:
"Correttamente sono stato informato che i dati da me forniti potrebbero servire ad amministrazioni cantonali d'agricoltura, statistica e veterinaria, Uffici federali dell'agricoltura, di statistica (...).
Non ho potuto fare a meno di pensare ai politici dei cosiddetti partiti borghesi che sono all’origine di questa inflazione di leggi che crea sempre maggiore necessità di interventi statali e quindi di burocrazia.
Mi sono chiesto: ma allora questi politici ci prendono per i fondelli, ci considerano tutti deficienti, oppure molto più grave, non si accorgono nell’incoerenza dei danni che fanno?Impressionato ho, come si dice e si usa oggigiorno, aperto un tavolo di concertazione con le mie due galline.
Ho cercato di spiegare loro la situazione geopolitica ed economica odierna. Sono stato deluso dall’unica domanda rivoltami dalle galline che è stata: il nostro mangime, se ci notifichi, è sempre sicuro e inoltre assicurato da te? Alla mia risposta affermativa ha fatto seguito un atteggiamento di totale disinteresse per ogni ulteriore aspetto.
Casualmente assistevano alla discussione anche le mie due tartarughe (...). La più anziana mi ha detto di non pensare di rompere loro le scatole. Il nutrimento se lo procuravano autonomamente nel mio orto (...).
La mia indignazione per l’apatia delle galline stava raggiungendo livelli massimi quando ho fatto qualche riflessione su di noi umani, sui nostri atteggiamenti, aspirazioni, impegno, ho fatto anche qualche paragone. Ho dovuto riconoscere che per finire siamo simili alle galline, comprensibile visto che apparteniamo ormai entrambi alla regolatissima e protettissima categoria degli animali da cortile".
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