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Ticino
"Siamo seriamente preoccupati per i cambiamenti climatici"
"Siamo seriamente preoccupati per i cambiamenti climatici"
"Siamo seriamente preoccupati per i cambiamenti climatici"
Redazione
7 anni fa
Anche la politica sostiene lo sciopero studentesco mondiale per il clima previsto per venerdì 15 marzo

Come annunciato oggi 40 docenti dei licei di Mendrisio, Lugano 1 e Bellinzona hanno sottoscritto un appello per sostentere lo "sciopero studentesco mondiale per il clima", previsto per venerdì 15 marzo 2019. Sostegno a questa iniziativa è stato espresso anche dalla politica. "Condivido questa richiesta e personalmente la sottoscrivo - ha scritto il deputato PPD Giorgio Fonio -  Il tema dell'emergenza climatica deve essere in cima alle agende politiche e l'atteggiamento dei giovani funge oggi da guida e da esempio per tutti noi".

"Come uomo di territorio amante della nostra natura sono seriamente preoccupato per i cambiamenti climatici. Eventi estremi sono sempre più ricorrenti e anche noi ticinesi dobbiamo prepararci a maggiori eventi catastrofici. Abbiamo poco tempo per cambiare radicalmente il nostro modo di vivere altrimenti la vedo veramente poco rosea. Un grazie ai giovani che scendono in piazza per il loro ma anche il nostro futuro, io sono decisamente con loro", ha commentato il deputato PS Henrik Bang.

“Quello del clima è un tema centrale per noi e per la società – ha sottolineato il co-coordinatore dei Verdi Nicola Schoenenberger – Come partito saremo presenti e sosterremo i ragazzi nelle loro legittime rivendicazioni. Da parte della generazione che sta nelle stanza dei bottoni sono però necessari fatti concreti e non solo parole”.

Voce fuori dal coro quella del municipale leghista di Lugano Lorenzo Quadri, secondo cui si è trattato di un pessimo esempio di politica a scuola: "Docenti che sostengono le manifestazioni studentesche solo sui temi che piacciono a loro, con appelli clamorosamente faziosi. Si fosse trattato di una manifestazione su un tema sgradito alla maggioranza politicamente corretta, col fischio che gli insegnanti si sarebbero sognati di sottoscrivere appelli del genere. E' un po' troppo comodo sostenere il diritto di manifestazione, come la libertà d'espressione, a geometria variabile, solo sui temi che piacciono".

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