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Ticino
'Siamo scandalizzati dal modo di fare della Posta'
Redazione
17 anni fa
Giovanni Jelmini, presidente del PPD Ticino, attacca duramente il gigante giallo sulla paventata chiusura degli uffici postali

“In questa fase di crisi economica, il Gigante giallo si preoccupi di sostenere l’impegno degli altri Enti pubblici a salvaguardia dei posti di lavoro. Il PPD non accetta riduzioni di posti di lavoro”. Con queste parole, il PPD invita oggi la Posta a non chiudere il centinaio di uffici postali a rischio in Ticino, né a trasformarli in agenzie.Le parole durissime: “E’ insostenibile e totalmente inopportuno che, mentre Governo e Parlamento implementano piani per salvare posti di lavoro, il Gigante giallo elabori progetti che porteranno ad una considerevole riduzione di posti di lavoro. In aggiunta si prende atto che le possibili riduzioni di personale avranno luogo nelle Valli e nelle regioni periferiche, comprensori già duramente toccati negli ultimi anni”. Poi arrivano le cifre e i consigli. Il PPD osserva che un’azienda che negli ultimi anni ha realizzato utili per circa 1,7 miliardi di franchi, non dovrebbe licenziare né tantomeno attuare tagli del personale, ma piuttosto investire maggiormente, mantenere posti di lavoro e ridurre le tariffe e i prezzi dei servizi. Insomma, un invito al Gigante Giallo ad “avere maggiore riguardo nei confronti delle zone periferiche e le Valli ticinesi evitando di agire basandosi esclusivamente su criteri economici”. Giovanni Jelmini: 'Siamo scandalizzati'"Il PPD è molto sorpreso e scandalizzato per la posizione che ha assunto la Posta. Soprattutto in un momento di difficoltà che tocca un po’ tutti i cittadini di questo Paese", questo il commento di Giovanni Jelmini, presidente del PPD Ticino. Poi arriva la proposta. "A mio parere - prosegue Jelmini - non si dovrebbero diminuire i posti di lavoro e chiudere gli uffici nelle zone periferiche. Anzi, si dovrebbe fare il contrario. Ed è quello che sta facendo anche il Governo ticinese: prendere delle misure per contenere i disagi a cui siamo confrontati in questa crisi economica". "È rassicurante sapere che oggi anche il Consiglio di Stato si sia rivolto alla Posta chiedendo quanto noi abbiamo già domandato nel comunicato stampa". Insomma, questo l'appello alla Posta di Giovanni Jelmini: "Sospendi e congela i licenziamenti. Occupati e considera maggiormente la situazione del Ticino, soprattutto la zona periferica e le valli". Foto CdT Alessandro Crinari

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