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Pensioni
"Siamo professionisti, non missionari"
©Chiara Zocchetti
©Chiara Zocchetti
Federico Marino
4 anni fa
Svariati gruppi di docenti hanno scritto al Consiglio di Stato per palesare la loro opposizione ai nuovi tagli alle pensioni annunciati.

"Siamo docenti, amiamo il nostro lavoro, lo facciamo con passione e continueremo a farlo con il massimo impegno. Siamo professionisti, non missionari e come tali esigiamo di essere trattati.” Con queste parole il collegio docenti del liceo di Lugano1 si è rivolto al Consiglio di Stato per protestare contro la riduzione dei tassi di conversione delle pensioni dei dipendenti pubblici, che nel gennaio del 2024 saranno ridotti dal 6,17% dal 5%, comportando un taglio delle rendite del 20% circa. Questa riduzione è giudicata inaccettabile in ragione del passaggio dal primato delle prestazioni a quello dei contributi avvenuto nel 2013, che già aveva comportato una riduzione delle pensioni del 20%. In poco più di un decennio, quindi, il taglio delle rendite complessivo a cui ci si dovrebbe trovare di fronte sarebbe del 35%. 

Le reazioni delle parti in gioco

A Palazzo delle Orsoline, nel frattempo, i partiti si sono affrettati a sottolineare che la politica troverà delle compensazioni, eccezion fatta per Lega ed Udc che di compensazioni a spese del contribuente non ne vogliono sapere. 
Le promesse di compensazione non hanno tuttavia placato le rivendicazioni dei docenti, che sono sul piede di guerra: tra i collegi docenti degli istituti che hanno scritto al governo si annoverano quelli di Lugano1, Centro professionale tecnico di Bellinzona e Liceo di Locarno. Il loro esempio è stato seguito dalla Rete di difesa delle pensioni, associazione neonata aperta a tutti i dipendenti cantonali che giudica inaccettabile il taglio. In questo senso, una giornata di mobilizzazione è stata fissata al 28 settembre prossimo. Ticinonews ha intervistato Enrico Quaresmini, che ha specificato la posizione del gruppo ErreDiPi.