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Ticino
"Siamo preoccupati per il metà tempo"
Redazione
12 anni fa
L'OCST scrive a Manuele Bertoli per chiedere rassicurazioni sulla doppia docenza nelle scuole comunali

“Tra le discussioni affrontate dal gruppo di coordinamento DECS/DFA nel corso di quest’anno vi è anche quella sul fabbisogno di docenti comunali, che rivela qualche criticità in questo frangente. Per questo motivo si è deciso di procedere su più fronti concordando una prima serie di misure. Tra quelle già messe in atto risulta la richiesta ai Comuni, autorità di nomina, di limitare le doppie docenze."

È quanto ha dichiarato il direttore del DECS, Manuele Bertoli, durante il bilancio dell'anno scolastico 2013/14.

Dichiarazioni che hanno messo in allarme l'OCST.

E oggi, tramite una lettera aperta, il sindacato ha scritto al consigliere di Stato, per fargli presente alcune osservazioni sull'argomento delle doppie docenze.

"Il diritto alla doppia docenza per le docenti delle Scuole comunali è stato storicamente una importante rivendicazione sindacale" scrive l'OCST. "Era stata espressa ai Municipi in un momento dove si sono rese necessarie delle misure di ripartizione del lavoro per combattere la disoccupazione magistrale, che ha segnato parte degli anni 80."

"La doppia docenza è stato un tema di confronto con l’Autorità di nomina di numerosi comuni" prosegue il sindacato. "Con il passare degli anni questo sacrosanto diritto ha conosciuto un maggiore riconoscimento e si è diffuso molto, permettendo l’accesso all’insegnamento di un numero maggiore di insegnanti e facilitando le maestre nel conciliare gli impegni familiari con quelli professionali."

"Oggi più di un terzo del corpo insegnante delle Scuole comunali lavora a tempo parziale e in particolare condividendo con una collega il ruolo di docente titolare di una classe nelle scuole dell’infanzia ed elementari. Questa soluzione di job sharing soddisfa anche dal punto di vista pedagogico le esigenze di conduzione della classe e il raggiungimento degli obiettivi educativi" scrive l'OCST. "Ci preoccupa perciò la prospettiva che siano fatti dei passi indietro nel concedere alle docenti l’accesso alla doppia docenza."

"Vogliamo anche fare in modo che a seguito di questo “invito” dipartimentale alle autorità di nomina comunali, non ci siano pressioni indebite sulle docenti per obbligarle a decidere di lavorare a tempo pieno" continua il sindacato cristiano-sociale. "Secondo nostri riscontri, una scelta obbligata in questa direzione potrebbe avere anche effetti contrari rispetto agli obiettivi di disporre di più insegnanti a tempo pieno."

"Ci chiediamo inoltre se indurre al passaggio da un impiego a metà tempo al tempo pieno comporterebbe un effettivo miglioramento della qualità dell’insegnamento" aggiunge il sindacato. "Certi che questi non siano gli scopi del Dipartimento, chiediamo di ottenere assicurazioni che in nessun modo saranno accettate soluzioni imposte dalle Autorità di nomina municipali ai docenti."

"Suggeriamo di trattare questo tema in occasione dell’incontro previsto tra Direzione del DECS e sindacati della scuola il prossimo 3 luglio" conclude l'OCST nella sua lettera a Bertoli. "Riguardo a ciò ci preme osservare che le norme in materia di politica del personale e soprattutto la pratica applicata in questi ultimi anni, avrebbero suggerito un coinvolgimento dei sindacati dei docenti prima dell’adozione di questa indicazione ai Municipi. Si tratta infatti di un tema troppo importante per i docenti e per noi perché sia trattato senza adeguate garanzie di correttezza nell’applicazione."

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