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"Siamo onesti, signori del WWF..."
"Siamo onesti, signori del WWF..."
"Siamo onesti, signori del WWF..."
Redazione
10 anni fa
Armando Donati critica l'associazione ecologista di deformare la realtà sul lupo: "Raccontate fatti non veritieri"

Il presidente dell'Associazione per un Territorio senza Grandi Predatori Armando Donati ha scritto una lettera aperta al WWF Svizzera Italiana, nel quale deplora una recente presa di posizione dall'associazione ecologista sul proprio sito riguardante la tematica del lupo. "Mi ha fatto sobbalzare, perché si raccontano fatti non veritieri" scrive il presidente, che cita alcuni di questi passaggi. 

“Nella zona tra Faido e Bodio c’è una presenza stabile di singoli lupi dal 2003” scrive il WWF. Un'affermazione falsa, secondo Donati, che riprende i dati dell'Ufficio caccia e pesca: un lupo, denominato M11, ha predato in Val Leventina dal 2003 al 2009, del quale poi non si hanno più dati. Dal 2009 fino al mese di aprile 2012 è stato presente un secondo lupo, denominato M26. "Da quel momento alla fine di gennaio 2017 in Val Leventina non vi sono più state né predazioni né avvistamenti".

Donati contesta anche l'affermazione “Il lupo è un animale selvatico che ha sempre vissuto in Svizzera”. Secondo dati storici mai contestati, scrive Donati, l'ultimo lupo in Svizzera è stato abbattuto nel 1871, mentre nel secolo scorso la prima predazione attribuita al lupo è del 1998. Quindi "oltre un secolo senza lupi".

Donati critica pure la dichiarazione secondo cui il WWF fa conoscere da anni ad agricoltori le varie soluzione per proteggere le greggi. "Varie" è un termine plurale, sottolinea Donati, quando invece l'associazione ecologista propone un'unica soluzione, ossia quella di utilizzare i cani per tenere lontano i lupi. Soluzione che, secondo Donati non sarebbe neppure efficacie visto che i rapporti del CeCoTI e dell'Ufficio caccia e pesca negli anni 2004-2008 mostrano che una quindicina di ovicini sono stati sbranati su un alpe della Val Bedretto, nonostante fosse sorvegliata da cani da protezione e da un pastore. "E’ vero che senza i cani da protezione, i danni sarebbero stati probabilmente più elevati, ma scrivere che “dove vengono utilizzati i cani, il lupo non colpisce” è falso" sostine il presidente ATsenzaGP. 

"Siamo onesti, signori del WWF" conclude Donati, "poi magari ci si potrà anche confrontare da due punti di vista differenti: voi dal punto di vista della natura che sa autoregolarsi sempre e ovunque, noi dalla parte degli allevatori che dalla natura, rispettata e amata da secoli, traggono da vivere per sé e la loro famiglia e offrono alimenti apprezzati da molte persone a chilometro zero".

"Mi auguro solo di non vivere abbastanza da dover assistere a un’aggressione da lupo in Ticino, poiché è vero che solitamente il lupo è un animale che non attacca l’uomo, ma in determinate circostanze, purtroppo, è capitato e capita anche questo" scrive ancora Donati, citando l'esempio negli Appennini, dove è stata segnalata una dozzina di aggressioni, alcune con ferimento, tra gli anni 2011-2016, e una ricerca storica condotta da quattro ricercatori della Società Italiana di Scienze naturali di Milano, la quale ha accertato la morte di 60 persone, soprattutto fanciulli, aggrediti da lupi negli anni 1801-1825 nella Padania centrale.

"Quindi smettiamola di deformare la realtà" conclude Donati, "e di proporre ai bambini delle nostre scuole elementari di reinventare la favola di Cappuccetto rosso con il lupo buono che aiuta la nonna, la bambina e il cacciatore. Il lupo è un predatore e come tale va affrontato".

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