
Ieri è andata in scena la manifestazione degli autogestiti in Piazza del Governo a Bellinzona, dove un assembramento di circa cinquanta persone si è riunito per rivolgere cori e accuse al Governo cantonale, e in particolare Norman Gobbi, tacciati di essere corresponsabili o addirittura regia occulta dietro la demolizione dell’ex Macello. A margine dell’evento Teleticino ha intervistato Lara, simpatizzante dell’autogestione, per sapere il suo punto di vista sulla questione e cosa volesse comunicare con la sua presenza a Bellinzona: “Io in realtà non rappresento i molinari ma sono qui a titolo personale. Siamo pochissimi questa sera: può essere anche una prova che i molinari lavorano ed è difficile, il lunedì sera, venire a presenziare davanti al Governo alle 16:30”, scherza, “è molto più facile il sabato, e questo vale anche per le persone che semplicemente sostengono il Molino”.
“Un luogo di cultura e di scambio, ci dipingono come vandali e brozzoni”
“Io sono qua questa sera perché è mia intenzione portare un messaggio rispetto a quello che vuole essere l’autogestione: è un luogo è uno spazio che vuole fare cultura, che era e che sarà anche in futuro un luogo dove offrire conferenze, una biblioteca, pasti a prezzi popolari a massimo 5 franchi, dove chi non può non paga. Un luogo d’aggregazione e un luogo di partecipazione dove le persone invece di consumare possono essere protagoniste e mettersi a disposizione della comunità”. Un’immagine diversa, per Lara, da quella mostrata in genere dall’esterno: “Spesso l’autogestione viene dipinta riducendo tutto il movimento a vandali, ‘brozzoni’ e altro. Non se ne può più”.
La demolizione: “Violata la convenzione”
Sulla sua decisione di scendere in piazza pesa in particolar modo la questione della demolizione: “Io sono qui perché c’era una convenzione che aveva deciso fino al 2023 la presenza degli autogestiti nella città e soprattutto al Macello, con la possibilità di trovare una nuova collocazione. Il Governo faceva parte di questa convenzione assieme al Municipio e all’associazione Aida, che rappresentava gli autogestiti”. Un progetto che ora giace in frantumi: “Il progetto non soltanto è mancato, è stato demolito con la forza fuori da ogni norma di legge. Delle indagini sono in corso e non ho bisogno di spiegare altro, è cronaca”. Questo è stato riprodotto anche durante la manifestazione, con dei sassi appartenenti all’ex Macello poggiati a costruire un muro davanti all ingresso del Palazzo del Governo, “con una rosa e una ruspa giocattolo a simboleggiare questa distruzione illegittima”.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

