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Ticino
“Siamo cittadini o sceriffi?”
Foto CdT/ Chiara Zocchetti
Foto CdT/ Chiara Zocchetti
Filippo Suessli
6 anni fa
L’invito a segnalare chi viola la quarantena è aspramente criticato dal copresidente del Ps Fabrizio Sirica: “Degno di uno stato totalitario”

Il 23 luglio il Dss, in un comunicato stampa, ha ricordato le disposizioni in vigore per contenere la pandemia da Covid-19, ma ha anche sottolineato come “le segnalazioni di priviati cittadini in merito a potenziali violazioni di quarantena da parte di terzi sono da indirizzare alla Polizia cantonale”. Un passaggio che non è piaciuto al copresidente del Ps Fabrizio Sirica.

Da un lato teme che, nonostante sia stato indicato un altro numeri, il 117 venga subissato di telefonate. “Questa linea però deve essere utilizzata soltanto per le emergenze e il rischio concreto è quello di intasare una linea d’importanza vitale, creando lavoro e ritardi agli agenti”. Dall’altro il deputato socialista si preoccupa per l’attendibilità delle segnalazioni.

Infine Sirica punta contro il principio: “L’aspetto davvero grave dell’invito rivolto dal DSS ai ticinesi è che trasforma i cittadini in una sorta di ‘sceriffo’ o controllore dello Stato, instaurando un clima sociale avvelenato, fatto di diffidenza e di sfiducia nel prossimo”. “Questo tipo di dinamiche sono degne di uno stato totalitario, non certo di una democrazia liberale funzionante”.

Ecco quindi che Sirica rivolge alcune domande al Consiglio di Stato:

1. Il Consiglio di Stato come valuta l’invito rivolto ai cittadini ticinesi di sengalare potenziali trasgressori?

2. Il Consiglio di Stato intende perpetuare tale pratica?

3. Quante segnalazioni sono giunte all’autorità di polizia? Quante sono state verificate?

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