
La Svizzera deve intervenire con decisione per limitare il transito stradale dei camion attraverso le Alpi. È la rivendicazione espressa oggi dall’Iniziativa delle Alpi, protagonista di un’azione al portale nord del Ceneri. Sfruttando la presenza a Locarno dei ministri europei dei trasporti, l’organizzazione chiede di introdurre una tassa unitaria sul traffico pesante in tutto il Vecchio Continente.
Con il gesto odierno, al quale ha partecipato anche la CIPRA (Commissione internazionale per la protezione delle Alpi), l’associazione rilancia il suo cavallo di battaglia, ovvero il trasferimento del traffico merci dalla strada alla rotaia. “Siamo riusciti a togliere circa 500mila-600mila camion dalla circolazione sulle nostre strade a favore delle merci su rotaia. Ma è chiaro che siamo ancora in uno stato di illegalità” ha dichiarato Jon Pult, presidente dell’Iniziativa sulle Alpi e consigliere nazionale socialista grigionese ai microfoni di Teleticino. “Secondo la legge svizzera, a partire dal 2019 non dovrebbero esserci più di 650mila transiti di camion sui passi alpini. Siamo ancora a circa 900mila, quindi la politica deve fare ancora la sua parte. Abbiamo l’hardware, ora spetta ai politici aggiornare i software”.
Affinché la politica del trasferimento possa definitivamente riuscire, secondo l’Iniziativa delle Alpi occorrono progressi a livello continentale, dato le imprese di logistica, nei loro calcoli delle spese, considerano le condizioni di ogni singolo Paese. “I ministri europei dei trasporti devono stabilire la verità dei costi su strada mediante la nuova direttiva Eurovignette. Le soluzioni isolate vanno unificate, le tasse vanno prelevate secondo il principio di causalità, ossia chiaramente aumentate”, afferma ancora Pult. Per l’Iniziativa delle Alpi e la CIPRA non è accettabile che il traffico stradale sia esonerato da questi contributi mediante impulsi alternativi. Anche i veicoli che non emettono CO2 causano infatti costi dovuti a rumore, imbottigliamenti e infrastrutture. Ai ministri dei Paesi vicini viene pertanto domandato di instaurare una direttiva ambiziosa, capace di creare efficienti vie d’accesso alle trasversali ferroviarie alpine svizzere.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

