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Ticino
Si voterà sulle retribuzioni del Governo
Foto © CdT/Gabriele Putzu
Foto © CdT/Gabriele Putzu
Marco Jäggli
6 anni fa
L’MPS ha consegnato oggi più di 8’000 firme contro la legge approvata il 20 ottobre, che comporta un limite ai vitalizi dei Consiglieri di Stato ma un aumento salariale lordo

È riuscito il referendum MPS contro la “Legge sulla retribuzione e sulla previdenza professionale dei membri del Consiglio di Stato” (LRetCdS). Oggi una delegazione del Movimento per il Socialismo (MPS) ha infatti consegnato 7'583 firme vidimate alla Cancelleria dello Stato a Bellinzona, mentre altre 642 firme si trovano ancora nelle Cancellerie di diversi comuni in attesa della vidimazione visto che, scrive il partito, “il periodo festivo e la prolungata chiusura di alcune cancellerie hanno ritardato il lavoro di vidimazione”. Se tutte le firme verranno approvate la domanda di referendum avrà raccolto oltre 8'000 firme valide sulle 7’000 necessarie.

“Scommessa vinta”
Per l’MPS si tratta di una scommessa vinta in quando “in pieno inverno, nel bel mezzo della seconda ondata pandemica, non era scontato che l’MPS, da solo, riuscisse in questa impresa. Abbiamo vinto la nostra scommessa, malgrado le menzogne e l’ostracismo della classe politica e non solo. Un successo reso possibile dall’impegno dei/delle militanti dell’MPS, ma anche di numerosi/e simpatizzanti che ci hanno offerto un importante contributo”.

La legge
La riforma delle retribuzioni dei Consiglieri di Stato è stata approvata dal Gran Consiglio il 20 ottobre 2020 e comporta un passaggio dal sistema dei vitalizi, che in precedenza entravano in vigore quando i consiglieri lasciavano la carica, per il passaggio a una “indennità di uscita” non superiore a 750’000 franchi o una rendita ponte fino alla pensione (per i consiglieri con più di 55 anni) non superiore ai 133’111 franchi all’anno. In entrambi i casi l’entità del pagamento viene calcolata sull’ammontare degli anni in carica. Accanto a questa misura, che secondo la Commissione della gestione comporterà una diminuzione complessiva delle spese del 20-25%, si è però assistitito a un aumento del salario lordo per i membri del Governo per coprire le spese presidenziali. Aumento salariale definito inaccettabile dall’MPS, specialmente in periodo di pandemia, nonostante non comporti un aumento della retribuzione netta.

“Non è il momento per aumentare i salari”
Secondo il Movimento infatti gli argomenti a sostegno del referendum sono fortemente condivisi dalla popolazione; “non solo in relazione all’inaccettabile aumento di ben 33'000 franchi annui del salario lordo degli attuali e futuri consiglieri di Stato; ma anche per il momento in cui questa decisione (non certo urgente visto che era in ballo dal 2015) è stata presa dal Parlamento, in piena pandemia e in una situazione critica dal punto di vista economico e sociale per la stragrande maggioranza dei cittadini e delle cittadine di questo Cantone”.

L’MPS comunica infine che continuerà la sua campagna di informazione su questo tema, “attorno al quale vi sono ancora parecchi aspetti giuridici pendenti – ricordiamo le segnalazioni alle quali il PG Pagani non ha ancora dato seguito”, in attesa della fissazione della data del voto e della relativa campagna.

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