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Ticino
"Si vogliono indurre i deputati a tacere?"
"Si vogliono indurre i deputati a tacere?"
"Si vogliono indurre i deputati a tacere?"
Redazione
10 anni fa
Sei deputati chiedono al Governo di smetterla di indicare il tempo impiegato per rispondere agli atti parlamentari

Da qualche anno il Consiglio di Stato indica in fondo a ogni risposta a un atto parlamentare il tempo che è stato necessario per redigerla.

Un'abitudine che sei deputati PLR (Franco Celio, Alessandro Cedraschi, Graziano Crugnola, Giorgio Galusero, Fabio Käppeli, Matteo Quadranti) vorrebbero stroncare.

"Si vogliono indurre i deputati a tacere?" è il titolo dell'interrogazione, inoltrata ieri, con la quale Celio e colleghi chiedono di rinunciare a questa usanza, "che perdura nonostante ripetute richieste dell'Ufficio presidenziale del Gran Consiglio a mettervi fine."

"Perché l’Esecutivo attribuisce così tanta importanza a detta indicazione?" chiedono i sei deputati PLR. "La stessa è da intendere come invito ai deputati a “non disturbare il manovratore” con domande che al governo stesso, o all’amministrazione, appaiono magari inopportune?"

"Come si giustifica questo atteggiamento, larvatamente polemico, nei confronti del Parlamento?" chiedono ancora Celio e colleghi. "Essendo prassi abituale che il Governo consideri le domande o le proposte dei deputati come ingiustificate, è da presumere che il tempo effettivamente impiegato per rispondervi sia piuttosto modesto. Come mai, allora, le cifre indicano sempre parecchie ore? Qual è l’efficacia lavorativa dei redattori delle risposte?"

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