
Si prospetta un Gran Consiglio ticinese ancora più frammentato. I partiti rappresentati in parlamento potrebbero infatti passare da 9 a 10-11. È quanto emerge da una prima proiezione Rsi elaborata da Ad Hoc Informatica Sagl, che si basa su un sondaggio rappresentativo dell'elettorato ticinese. Le persone intervistate sono state 1'667.
Cosa potrebbe cambiare
La tendenza emersa dice che l'Unione democratica di centro è in aumento e dovrebbe ottenere uno o due seggi in più, passando da 7 a 8-9. A perdere tali seggi sarebbe la Lega, che scenderebbe da 18 a 16-17 membri. Il Partito liberale radicale è visto in leggera ripresa e dovrebbe vedere un incremento dei suoi consensi. Questo dovrebbe consentirgli di mantenere i suoi 23 membri e magari ottenerne uno in più. Il Centro, il PS e i Verdi corrono il rischio di perdere un deputato ciascuno, dato che in percentuale appaiono tutti e tre in calo (con PS e Verdi che difficilmente riusciranno a ripetere i risultati 2019). Potrebbero però ancora avere la possibilità di confermare la propria forza attuale in termini di seggi.
Chi sarà favorito
Ma quali partiti trarranno vantaggio da questa situazione? Il numero dei parlamentari eletti in rappresentanza delle liste “minori” è destinato a crescere da 7 a 8-9. Dovrebbero trarne vantaggio Movimento per il socialismo, Più Donne e Partito comunista (già presenti in Parlamento) ma, in teoria, anche le altre formazioni che si presentano alle elezioni: Avanti con Ticino&Lavoro, Verdi liberali, HelvEthica, MontagnaViva e Dignità ai pensionati, con i primi due schieramenti che paiono avere l’opportunità di accedere al Gran Consiglio.

