
"Caro Municipio, ti va bene così?" chiedeva nell'aprile scorso il consigliere comunale PPD Lorenzo Jelmini all'Esecutivo di Lugano, a seguito della decisione della Posta di sopprimere le caselle postali presso l'ufficio di Pregassona (vedi articolo correlato).
A seguito anche di una manifestazione popolare "contro la sPosta", come era stata definita, Jelmini poneva tutta una serie di quesiti per capire quali fossero i margini di azione del Municipio nei confronti del gigante giallo e cosa intendesse fare per rimediare a questa riduzione dei servizi.
Il Municipio di Lugano ha ora fornito le sue risposte, precisando innanzitutto che a Pregassona vengono mantenuti tutti i servizi postali, tranne le caselle, delle quali per altro solo 158 su 235 erano occupate.
La Posta non ha informato preventivamente il Municipio della decisione, si legge nella risposta, ma d'altronde non era tenuta a farlo, dato che le caselle postali sono solo un servizio aggiuntivo che integra quello di base.
"Le abitudini mutano nel tempo, anche nell'utilizzo delle caselle postali" scrive il Municipio, spiegando che sempre più clienti optano per soluzioni alternative e che in ogni caso la Posta continua ad assicurare i servizi di base nel quartiere.
Non vi dovrebbero quindi essere problemi di traffico aggiuntivo alla Posta di Viganello, anche se "la situazione verrà monitorata dai servizi comunali per valutare l'effettiva incidenza."
Tantomeno problemi di posteggi, "dato che la disponibilità a Viganello è già oggi in sovrannumero e soddisfa ampiamente sia le necessità dell'ufficio postale sia del quartiere stesso."
Per quanto riguarda il personale, infine, "la Posta si dichiara e si conferma da sempre azienda socialmente responsabile", scrive il Municipio di Lugano, cui il gigante giallo ha assicurato che non vi saranno conseguenze sugli effettivi in organico.
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