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Ticino
Si spengono le luci rosse a Besso
Redazione
12 anni fa
L'Esecutivo luganese intende mettere in atto misure drastiche per contrastare il fenomeno della prostituzione negli appartamenti

Nel palazzo in via Canevascini 26 a Besso non si potrà più esercitare la prostituzione. L'esecutivo luganese sta infatti mettendo in atto misure drastiche per contrastare tale fenomeno. Nessun permesso, ricordiamo, era stato rilasciato per la trasformazione dello stabile, dal quale tutti gli storici inquilini erano stati sfrattati e nel quale avevano cominciato a lavorare quattro prostitute. Una situazione di irregolarità di fronte alla quale il Municipio aveva annunciato che avrebbe preso provvedimenti.

Ora la notizia che l'Esecutivo intende porre i sigilli. La Regione, che aveva portato alla luce il caso, parla di ordine immediato di divieto d'uso cautelativo dei locali in cui si svolge la prostituzione, ripristino immediato della destinazione originaria (abitativa), pena l'adozione di misure di polizia tese a vietare l'uso dell'appartamento. Ma non solo. Sono in arrivo anche sanzioni all'amministratore unico della Nemis Sa Angelo Gianini, alla donna che ha affittato il terzo piano subaffittandolo alle lucciole e pure a quest'ultime.

Tutte misure che il sindaco Marco Borradori e il capodicastero Polizia Michele Bertini intendono proporre nella seduta municipale di giovedi. Ingiunzioni che non si limiteranno solo allo stabile di via Canevascini, ma che raggiungeranno anche una cinquantina di altri appartamenti in stabili residenaziali in cui si offre sesso a pagamento e la cui domanda è pendente.

"Vogliamo dare un segnale politico forte" ha dichiarato al quotidiano Michele Bertini. "Vogliamo far cessare la prostituzione negli immobili residenziali. Questo per dare un segnale tangibile, immediato e operativo. Se poi dovessimo venir sconfessati da un tribunale, non importa. È una svolta che introduce più rigore ma è rispettosa dei cittadini che abbiamo il dovere di tutelare".

"Abbiamo ricevuto i rapporti di polizia e del servizio giuridico" ha agggiunto il sindaco Marco Borradori, "sulla base dei quali partiranno le varie ingiunzioni al proprietario e ai conduttori". Se nel frattempo invece la domanda di cambio di destinazione dovesse arrivare? "Anche se la presentassero, noi usciremo comunque con l'ingiunzione di interrompere l'attività anche se dovessimo venir sconfessati da un tribunale".

Se giovedì dunque gli altri 5 municipali dovessero approvare questa linea, la Città si porrebbe al limite della legalità. Per agire in ossequio della forma e a prova di ricorso si dovrebbe infatti attendere l'ultimazione delle linee guida che regolano l'attività di meretricio previste per metà agosto, inizio settembre. Ma i due municipali sono intenzionati a intervenire già da settimana prossima. La sentenza del Tram, che ha detto no alla domanda di costruzione per un salone tantra erotico in via Canevascini, farà da base per definire le linee guida volute dal Municipio.

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