
Folla delle grandi occasioni lunedì sera a Palazzo Civico. Le tribune erano infatti gremite per il punto forte del consiglio comunale: la nomina del consiglio direttivo del LAC. Nei dintorni di Palazzo in serata ha fatto capolino anche Giovanna Masoni Brenni, che contendeva un posto a Roberto Grassi e Patrizia Pesenti.
Ad inizio seduta, in un clima teso, il PLR ha ufficializzato la candidatura di Masoni Brenni. Boris Bignasca a nome del gruppo leghista ha invece chiesto il voto segreto, in seguito approvato. Il CC ha poi a larga maggioranza approvato i tre membri di diritto Sganzini, Foletti e Badaracco. In un clima acceso sono poi seguiti gli interventi da parte dei capigruppo di partito prima del voto segreto su i due membri restanti.
Simona Buri, capogruppo PS, ha subito affermato: "Noi lasceremo la sala. LAC sta per lotta ai cadreghini?".
Karin Valenzano Rossi, capogruppo PLR, si è in seguito espresso a favore della condidatura di Masoni Brenni affermando: "Stiamo importando il peggio dall'Italia. Se non fosse per la cultura oggi non saremmo quello che siamo. Non sono qui a tessere le lodi di Masoni, le sue competenze sono fatti notori. Le bagarre di quartiere squalificano le istituzioni, a partire dal municipio che forse per ragioni di opportunismo all'ultimo momento ha cambiato le carte in tavola. Per il PLR non è una questione di cadreghe ma di valori e competenze"
Tiziano Galeazzi a nome del gruppo UDC ha quindi affermato: "Il riparto politico non doveva essere criterio per le ripartizioni dei seggi. Noi UDC, a differenza di altri, i compiti li abbiamo fatti. Abbiamo contattato tre esperti validissimi, che hanno preferito stare fuori di questo pasticcio in salsa ticinese. Un teatrino che non giova a nessuno. Anzi, infastidisce la città. Noi siamo nauseati. I cadregatt hanno avuto la meglio."
Per i Verdi del Ticino si è poi espresso il consigliere comunale Gerri Beretta Piccoli: "La Lega non dovrebbe votare, perché non conosce la materia. Non sa cos'è la cultura. Neppure i tre candidati municipali non conoscono la materia."
Il vice capogruppo PPD Michele Malfanti ha poi difeso la candidatura di Grassi: "Provo rammarico per la decisione del PS. La discussione dovrebbe essere riportata sui binari dei contenuti. E Roberto Grassi è una persona con competenze finanziarie e gestionali."
Boris Bignasca, capogruppo della Lega dei ticinesi ha difeso le scelte del suo partito, lanciando delle "frecciatine" a PS e PLR: "il 37% dei cittadini che ci ha votato magari ha una visione della cultura diversa da quella elitaria di tanti qui dentro. Mi spiace che i socialisti abbiano lasciato la sala, avrei voluto sapere da loro perché Pesenti era idonea per il Consiglio di Stato e non per il consiglio direttivo del LAC. E al PLR chiedo: se Masoni è l'unica competente, vuol dire che Badaracco non lo è?".
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