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Ticino
Si scaldano gli animi per le nomine al LAC
Si scaldano gli animi per le nomine al LAC
Si scaldano gli animi per le nomine al LAC
Redazione
10 anni fa
Approvati i tre membri di diritto: Sganzini, Foletti e Badaracco - Botta e risposta negli interventi dei capigruppo

Folla delle grandi occasioni lunedì sera a Palazzo Civico. Le tribune erano infatti gremite per il punto forte del consiglio comunale: la nomina del consiglio direttivo del LAC. Nei dintorni di Palazzo in serata ha fatto capolino anche Giovanna Masoni Brenni, che contendeva un posto a Roberto Grassi e Patrizia Pesenti. 

Ad inizio seduta, in un clima teso, il PLR ha ufficializzato la candidatura di Masoni Brenni. Boris Bignasca a nome del gruppo leghista ha invece chiesto il voto segreto, in seguito approvato. Il CC ha poi a larga maggioranza approvato i tre membri di diritto Sganzini, Foletti e Badaracco. In un clima acceso sono poi seguiti gli interventi da parte dei capigruppo di partito prima del voto segreto su i due membri restanti.

Simona Buri, capogruppo PS, ha subito affermato: "Noi lasceremo la sala. LAC sta per lotta ai cadreghini?". 

Karin Valenzano Rossi, capogruppo PLR, si è in seguito espresso a favore della condidatura di Masoni Brenni affermando: "Stiamo importando il peggio dall'Italia. Se non fosse per la cultura oggi non saremmo quello che siamo. Non sono qui a tessere le lodi di Masoni, le sue competenze sono fatti notori. Le bagarre di quartiere squalificano le istituzioni, a partire dal municipio che forse per ragioni di opportunismo all'ultimo momento ha cambiato le carte in tavola. Per il PLR non è una questione di cadreghe ma di valori e competenze"

Tiziano Galeazzi a nome del gruppo UDC ha quindi affermato: "Il riparto politico non doveva essere criterio per le ripartizioni dei seggi. Noi UDC, a differenza di altri, i compiti li abbiamo fatti. Abbiamo contattato tre esperti validissimi, che hanno preferito stare fuori di questo pasticcio in salsa ticinese. Un teatrino che non giova a nessuno. Anzi, infastidisce la città. Noi siamo nauseati. I cadregatt hanno avuto la meglio."

Per i Verdi del Ticino si è poi espresso il consigliere comunale Gerri Beretta Piccoli: "La Lega non dovrebbe votare, perché non conosce la materia. Non sa cos'è la cultura. Neppure i tre candidati municipali non conoscono la materia."

Il vice capogruppo PPD Michele Malfanti ha poi difeso la candidatura di Grassi: "Provo rammarico per la decisione del PS. La discussione dovrebbe essere riportata sui binari dei contenuti. E Roberto Grassi è una persona con competenze finanziarie e gestionali."

Boris Bignasca, capogruppo della Lega dei ticinesi ha difeso le scelte del suo partito, lanciando delle "frecciatine" a PS e PLR: "il 37% dei cittadini che ci ha votato magari ha una visione della cultura diversa da quella elitaria di tanti qui dentro. Mi spiace che i socialisti abbiano lasciato la sala, avrei voluto sapere da loro perché Pesenti era idonea per il Consiglio di Stato e non per il consiglio direttivo del LAC. E al PLR chiedo: se Masoni è l'unica competente, vuol dire che Badaracco non lo è?". 

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