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Ticino
"Si rischia di avere un cocktail letale per i nostri pesci"
© Crinari
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Andrea Scolari
3 anni fa
Il deficit idrico dei fiumi e dei laghetti ticinesi porta ad avere una maggiore concentrazione di inquinanti. Il presidente della Federazione ticinese per l'acquicoltura e la pesca: "I pesci sono resilienti, ma speriamo nella pioggia".

Per i pescatori ticinesi la stagione sta per entrare nel vivo con l’apertura dei laghetti alpini prevista per la prima domenica di giugno. Oltre all’euforia, però, tra gli appassionati regna anche una certa preoccupazione: la mancanza di precipitazioni ha portato laghetti e fiumi in una situazione di carenza idrica, con i pesci che sono sempre meno attivi. “Condivido questa preoccupazione”, ha detto a Ticinonews Urs Lüchinger, presidente della Federazione ticinese per l’acquicoltura e la pesca (FTAP), il quale ha spiegato come “basta vedere i corsi d’acqua, soprattutto nei tratti finali e nel Sottoceneri, per capire qual è la situazione”.

Gli interventi a salvaguardia dei pesci

Le morie di pesci causate dalla siccità cercano di essere anticipate dall’Ufficio caccia e pesca, che preleva gli animali per trasferirli dove c’è più acqua. Questo genere di intervento non è raro, viene fatto anche in periodi con tanta acqua, poiché ci sono fiumi predisposti a prosciugarsi. Ad essere maggiormente pericoloso per la diversità ittica "è l’aumento della concentrazione degli inquinanti. Con un valore d’acqua ridotto questo potrebbe essere un cockail fatale per i nostri pesci”, ha aggiunto il presidente della FTAP.

Si spera nelle precipitazioni di maggio e giugno

Solo la pioggia potrebbe risanare la situazione. “La speranza sta nelle precipitazioni. Nelle ultime settimane si sono registrati alcuni rovesci, inoltre maggio e giugno sono per antonomasia i mesi in cui dovrebbe piovere più spesso. Speriamo che si riesca a recuperare, almeno parzialmente, l’attuale deficit idrico”, ha specificato Lüchinger. “Va comunque detto che i pesci hanno una grande resilienza e riescono a sopravvivere anche con poca acqua”.

Come rendere la pesca più attrattiva

In futuro "in alcuni tratti di fiumi la gestione dei salmonidi potrebbe avvenire in maniera diversa, in modo da rendere più attrattiva la pesca. Uno studio ha individuato alcuni tratti, in Ticino, in cui questo sarebbe possibile. Si tratta di zone in cui l’ecologia non permette alla natura di fare il suo corso. Stiamo svolgendo delle analisi con l’Ufficio caccia e pesca per capire dove si potrebbe introdurre una misura simile”, ha concluso il direttore della FTAP.