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Ticino
“Si pone fine a un sistema di ingiusti privilegi”
Redazione
6 anni fa
Il PS saluta positivamente il compromesso trovato in Commissione gestione e finanze sui vitalizi dei Consiglieri di Stato, ma si riserva la facoltà di presentare un emendamento per ridurre la buonuscita dei ministri durante il dibattito parlamentare

È stata trovata una soluzione di compromesso sulla questione annosa delle pensioni dei consiglieri di Stato. Come hanno riferito i quotidiani odierni, la Commissione gestione e finanze ha firmato all’unanimità un unico rapporto. In sostanza la modifica legislativa, che deve essere ancora approvata dal Parlamento, prevede che i Consiglieri di Stato eletti successivamente all’entrata in vigore della nuova normativa non avranno più condizioni previdenziali particolari, come oggi avviene, venendo di fatto assoggettati all’istituto previdenza del Canton Ticino, con doveri e diritti pari a qualsiasi dipendente dello Stato, così come chiesto dall’Iniziativa del partito socialista “Basta privilegi per i consiglieri di Stato”. Inoltre, in relazione agli anni di attività governativa da loro svolta e all’età del loro abbandono della carica, i Consiglieri di Stato riceveranno un’indennità di uscita (così come avviene anche per i dipendenti dello Stato) o potranno beneficiare, alle stesse condizione dei dipendenti dello Stato, della pensione di anzianità al momento del compimento dei 65 anni di età. A partire dai 58 anni di età potranno ricevere un reddito ponte, anch’esso proporzionale al numero di anni della loro attività governativa, che li traghetterà verso la pensione.

Il PS: “Soluzione che pone fine a un sistema di ingiusti privilegi”
Il PS “saluta positivamente” il rapporto della Commissione gestione e finanze e ritiene che questa soluzione pone fine “a un sistema di ingiusti privilegi”, commenta il partito in una nota. “Le condizioni particolari oggi in vigore verranno quindi completamente cancellate a favore di un sistema chiaro, trasparente e, per gli aspetti fondanti, del tutto analogo e assimilabile a quello di cui beneficiano i dipendenti dello Stato, pur riconoscendo, nella riforma proposta e rispetto ai dipendenti dello Stato, l’accresciuta responsabilità, la transitorietà e la dignità istituzionale del ruolo della/del Consigliere di Stato. L’iniziativa mette fine al sistema dei vitalizi e permetterà ai contribuenti un cospicuo risparmio”.

Nel 2015, ricorda il PS, il Parlamento aveva approvato il principio secondo cui i Consiglieri di Stato dovevano essere assoggettati alla cassa pensione. “Tuttavia l’inattività di PLR-PPD-Lega e UDC non aveva permesso di fare passi avanti” sottolinea il PS. “Grazie alla pressione delle cittadine e i cittadini firmatari dell’iniziativa popolare “Basta privilegi per i Consiglieri di Stato“, lanciata dal Partito Socialista nel gennaio del 2019, siamo quindi riusciti a dare un importante contributo ad un cambiamento radicale del sistema previdenziale in Ticino per i futuri Consiglieri di Stato”.

Per il partito socialista l’unica nota negativa del compromesso resta l’ammontare “eccessivamente elevato” della buonauscita per i Consiglieri di Stato, superiore al massimo che può ottenere un capodivisione. Su questo punto il Gruppo parlamentare socialista valuterà se presentare un emendamento per ridurre tale buonauscita al momento del dibattito parlamentare.

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