
Suscita una prima (negativa) reazione, l'idea del Consiglio di Stato di introdurre un limite di 3'000 franchi quale importo massimo per le deduzioni fiscali per le trasferte professionali.
Una misura che andrebbe a colpire circa i due terzi dei contribuenti ticinesi, tutti automobilisti che vanno al lavoro con mezzi privati e che oggi possono dedurre importi ben maggiori (vedi articolo suggerito).
"Quando abbiamo discusso di questo tema in commissione trasporti del Consiglio Nazionale io mi ero battuto (purtroppo senza successo!) contro questa misura che avrebbe penalizzato soprattutto le regioni periferiche come il Canton Ticino, dove l'offerta di mezzi pubblici non è nemmeno lontanamente paragonabile a quella dei centri urbani dell'Altopiano" scrive il consigliere nazionale PPD Fabio Regazzi sul suo profilo Facebook.
"Se oggi questo limite massimo di deduzioni per spese di trasporto è applicabile solo all'imposta federale, sembra che il Consiglio di Stato intenda ora applicarlo anche per l'imposta cantonale, ciò che si tradurrebbe in un importante aumento dell'onere fiscale a carico dei cittadini-automobilisti, soprattutto quelli che abitano nelle valli" prosegue Regazzi. "Occore pertanto opporsi a questo ennesimo aggravio di imposte (a cui potrebbe aggiungersi la famigerata tassa di collegamento...) che penalizza ingiustamente chi ha la "colpa" di abitare in zone discoste e che non ha alternative all'auto per recarsi al lavoro."
Su quest'ultimo aspetto, la vicedirettrice della Divisione delle contribuzioni, Anna Maestrini, ha già precisato che nel caso la misura venisse approvata si terrà adeguatamente conto di chi risiede in zone discoste. Tutti i dettagli sulla nuova misura, che rientra nella manovra di rientro da 180 milioni di franchi, verranno svelati dal Consiglio di Stato il prossimo 26 aprile.
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